Teramo, «pochi autobus per gli studenti e qualità del servizio scarsa»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Il coordinamento cittadino di Azione studentesca sta raccogliendo in queste settimane numerose segnalazioni di ragazzi e ragazze che lamentano il disagio quotidiano che affrontano con gli autobus Arpa. «Mezzi strapieni che non si fermano alle fermate». Ed arrivare a scuola, la mattina, è una vera e propria odissea.

TERAMO. Il coordinamento cittadino di Azione studentesca sta raccogliendo in queste settimane numerose segnalazioni di ragazzi e ragazze che lamentano il disagio quotidiano che affrontano con gli autobus Arpa. «Mezzi strapieni che non si fermano alle fermate». Ed arrivare a scuola, la mattina, è una vera e propria odissea.


«Ogni mattina», raccontano i rappresentanti dell'associazione, «la maggior parte di studenti della nostra provincia deve prendere l'autobus per recarsi a scuola e sono molti i problemi che incontrano».
Gli studenti lamentano, soprattutto, che spesso l'autobus non si ferma alle apposite fermate predisposte dall'Arpa e succede che qualcuno rimanga a piedi.
«Questo inconveniente», raccontano, «accade a metà tragitto che ogni autobus, a seconda da dove parte, deve compiere per portare i ragazzi a scuola. Molte volte il tragitto di autobus che provengono da comuni diversi è uguale e succede quindi che davanti una fermata passano più autobus. Molti autisti, vedendo l'autobus affollato, decidono di non fermarsi a tutte le fermate e di continuare la loro corsa immaginando, forse, che gli autobus che passano 5-10 minuti più tardi si fermeranno».
E invece non accade così «poiché anche l'autista che passa più tardi ha lo stesso problema degli autobus troppo affollati». La scena che si presenta ai ragazzi è quindi paradossale: «ci passa davanti il nostro autobus che non si ferma e noi rimaniamo a piedi».
Il problema essenziale, come già denunciato nei mesi scorsi, è la mancanza di un sufficiente numero di autobus destinati agli studenti della provincia di Teramo.
«Ogni autobus prevede dei posti a sedere e dei posti in piedi; molto spesso, però, il numero di chi sta effettivamente in piedi sull'autobus non corrisponde a quello indicato dalla legge per quel tipo di mezzo: accade così che gli autisti non si fermano perché vedono l'autobus strapieno, gli studenti sono tutti ammassati dentro l'autobus non potendosi muovere e chi vuole scendere ad una fermata non lo può fare perché bisognerebbe saltare o volare per raggiungere la porta d'uscita».
Nel caso d'incidente, cosa succederebbe a tutti gli studenti che sono ammassati sull'autobus? Altri problemi denunciati dagli studenti sono la scarsa puntualità, le condizioni in cui versano i mezzi pubblici "vecchi e fatiscenti".
«Di fronte a tutti questi problemi, l'Arpa ha avuto anche il coraggio di modificare la durata dell'abbonamento mensile, contando dal primo giorno del mese fino all'ultimo e non come era prima che se vidimavi l'abbonamento il 15 ti valeva fino al 15 del mese successivo. Se adesso timbri l'abbonamento il 15 settembre ti vale fino al 30 settembre».
Un rapporto qualità/prezzo che lascia molto a desiderare e che incentiva alcuni studenti a usare il proprio mezzo (scooter, auto) per andare a scuola.

05/11/2007 9.37