Droga e usura: 11 arresti tra Abruzzo e Veneto

Alessandro Biancardi

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TERAMO. I carabinieri stanno eseguendo in Abruzzo e in Veneto un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale di Teramo, nei confronti di 11 persone indagate per detenzione e spaccio di stupefacenti, usura e altri reati.
I provvedimenti colpiscono alcuni affiliati di spicco dello storico clan Di Rocco, attivo sul litorale teramano, risultati dediti ad attività usurarie nei confronti di imprenditori e commercianti in difficoltà economiche, costretti con violenza e minacce a corrispondere interessi mensili del 25%.
L'attività usuraria era finanziata dai proventi del traffico di cocaina ed eroina, approvvigionate da cellule nigeriane presenti a Martinsicuro e in provincia di Padova, quindi distribuite sul territorio da una rete di spacciatori.
I proventi illeciti venivano reimpiegati anche nell'acquisto di immobili ed autovetture di lusso che sono stati sottoposti a sequestro.

03/11/2007 10.21

In alcuni casi gli usurai diventavano "soci" delle loro vittime, fino a rilevare del tutto le loro aziende.
E' questo uno degli aspetti inquietanti dell'inchiesta per la quale oggi sono state arrestate undici persone tra Abruzzo e Veneto, alla quale ha dato una svolta il ritrovamento di droga in un casolare sulle alture di Roseto degli Abruzzi (Teramo), dopo un anno di indagini avviate su segnalazioni di imprenditori vittime dell'usura.
E' stato anche accertato che il potere coercitivo era tale che le vittime venivano costrette anche a custodire le partite di droga in arrivo dal Veneto.
Numerose le accuse: concorso in detenzione a fini di spaccio di droga, usura, riciclaggio di denaro; altre 5 persone sono indagate a piede libero nell'indagine condotta dal sostituto procuratore di Teramo David Mancini e affidata al Reparto operativo speciale (Ros) di Roma in sinergia con i colleghi del reparto operativo di Teramo.
Dopo il sequestro della droga e l'arresto di due degli attuali 11 indagati - è stato spiegato dal maggiore dei Ros Casagrande - è stato possibile controllare anche grazie a un carabiniere sotto copertura, il sodalizio tra zingari e nigeriani, dalle enormi capacità di approvvigionamento della droga in Europa e anche al di fuori di essa, soprattutto in Turchia e Colombia.
Il traffico in grado di soddisfare la richiesta del mercato locale del Teramano e del Pescarese era gestito dal clan Di Rocco che teneva i rapporti con i nigeriani in Veneto, provvedeva a reclutare i "cavalli" per lo spaccio della droga e si occupava di investire in finanziarie e immobili i proventi del narcotraffico.
I carabinieri hanno sequestrato due immobili e sette auto di lusso, del valore complessivo di oltre un milione, che si ritiene siano frutto dell'illecita attività.
In particolare, i coniugi Di Giorgio gestivano i prestiti a imprenditori in difficoltà, con interessi fino al 25 per cento mensile e poi investivano nelle stesse aree di interesse degli imprenditori.

I destinatari delle ordinanze di custodia cautelare firmate dal Gip del Tribunale di Teramo, Antonella Di Carlo, sono i componenti del clan nomade Di Rocco di Giulianova e Tortoreto (Teramo).
Questi i nomi delle persone finite in carcere: Guerino Di Giorgio, 36 anni, Marisa Di Rocco (40), entrambi di Tortoreto, Domenico Di Rocco (38), Tamara Di Pietro (34), Jonni Tommarelli
(39), tutti di Giulianova; i cittadini nigeriani Franca Obi Chukwumah (38), domiciliata a Martinsicuro (Teramo), Ozuco Samuel Obije (37), Sandra Okolocha (37), entrambi domiciliati a
Padova; e Marco Di Pasquale (37) e Cinzia Ciotti (40), di Roseto degli Abruzzi (Teramo).
Un quarto nigeriano, anch'egli residente nel Veneto, è sfuggito all'arresto ed è tuttora irreperibile.

03/11/2007 14.56