Marrucino, continua il sit in dei precari

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Mentre continua la protesta dei lavoratori anche la Confcommercio interviene: «la politica si assuma le sue responsabilità e si trovi al più presto una soluzione». E l'associazione si propone per trovare una risoluzione rapida.
Una assemblea permanente che è ormai diventata una vera e propria occupazione. I 130 lavoratori del Teatro Marrucino di Chieti, senza lavoro e senza stipendio, sono ormai sul piede di guerra e protestano da tre giorni contro il mancato avvio della programmazione lirica e sinfonica della stagione 2007-2008.
«La passata stagione», ha spiegato il comitato dei lavoratori del Marrucino, «nonostante le promesse mai mantenute, i molteplici ritardi nel pagamento degli stipendi e condizioni di lavoro ostacolate in tutti i modi, abbiamo stretto i denti e le cinghie, andando avanti con l'unico intento di portare avanti una splendida programmazione. A tutt'oggi la stagione non si vuol fare partire, adducendo a ciò problemi economici, mancate comunicazioni da parte della Regione e quant'altro si è voluto gettare nel calderone delle scusanti».
Così è cominciata la protesta che continua ancora oggi con una
convinzione: «non è più possibile e sostenibile la situazione in cui ci siamo venuti a trovare dopo anni di duro lavoro svolto con professionalità, serietà, passione e amore per questo teatro. Non è accettabile che per meri giochi politici si sia arrivati ad un ritardo di due mesi per rendere esecutiva la programmazione lirica e sinfonica».
L'assemblea andrà avanti almeno fino al 2 novembre, giorno in cui è in programma un vertice alla Regione Abruzzo per discutere del futuro dell'attività lirico al Marrucino.
E anche la Confcommercio oggi interviene a sostegno dei lavoratori del teatro. «Le istituzioni devono intervenire concretamente per porre fine alle tristi vicende di questi giorni», ha detto il presidente della Confcommercio provinciale Angelo Allegrino, secondo cui è indispensabile «che chi ha responsabilità amministrative e di governo si attivi per risolvere i problemi che rischiano di cancellare la gloriosa tradizione del teatro teatino» «Quello che sta accadendo – sottolinea Allegrino – è gravissimo, ma credo che in questo momento vada fatto un superamento: la ricerca delle responsabilità potrà avvenire successivamente. Adesso bisogna invece concentrarsi sull'organizzazione del cartellone, così da evitare il blocco dell'attività che porterebbe pesanti ripercussioni anche sui livelli occupazionali del personale che lavora nel teatro».
Per il presidente della Confcommercio il Marrucino va salvaguardato non solo per il prestigio della sua offerta culturale, ma anche per le ricadute in termini di immagine e di presenza di pubblico a Chieti.
«E' innegabile – continua Allegrino – che il Teatro Marrucino contribuisce a portare migliaia di persone in città, con benefici anche per le attività economiche. Distruggerlo, oppure mortificarne il cartellone, significherebbe penalizzare il nostro tessuto commerciale con conseguenze inimmaginabili».
Secondo l'associazione, pronta ad offrire la propria collaborazione per la soluzione della vicenda, è indispensabile lavorare anche per il superamento dei localismi che rischiano di creare uno scontro tra Chieti e L'Aquila, a sua volta in prima fila per difendere la sua tradizione teatrale.

31/10/2007 15.23