Derivati e Swap. Consob:«Forse gli enti locali non sono in grado di valutare…»

Alessandro Biancardi

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ROMA. «E' verosimile che gli enti locali non siano in grado di valutare la correttezza del pricing delle clausole aggiuntive, piu' complesse presenti nei derivati con strutture di cap e floor». Lo ha affermato il direttore generale della Consob, Massimo Tezzon, nel corso di un'audizione alla Commissione Finanze della Camera sulle problematiche dell'utilizzo degli strumenti derivati da parte degli Enti locali.
Secondo Tezzon gli strumenti derivati hanno elementi di «opacita'» che per essere valutati correttamente «richiedono sofisticate competenze matematiche e finanziarie, tipicamente presenti solo tra il personale degli stessi intermediari».
Secondo Tezzon in questo caso, quello degli Enti locali, si rischia quindi che la possibilita' di beneficiare della rinegoziazione dei contratti sia «assai remota».
In linea di principio, ha concluso il direttore generale della Consob, «gli strumenti derivati svolgono una funzione positiva per il sistema finanziario, poiche' consentono un'allocazione ottimale dei rischi».
Inoltre «permettono, infatti, il trasferimento dei rischi verso i soggetti meglio in grado di sopportarli o di gestirli».
«Ma», aggiunge, «l'evoluzione del mercato ha portato all'affermarsi di strumenti sempre piu' complessi la cui comprensione e valutazione richiede sofisticate che tendono inevitabilmente a rimanere concentrate fra gli intermediari finanziari».
Gli intermediari devono dunque «prestare la massima attenzione al rispetto di tale disciplina e dei doveri "fiduciari" che si instaurano con la clientela cosiddetta retail. Essi devono anche prestare la massima diligenza nel classificare in maniera appropriata la clientela, categorizzando come "clienti professionali", o "operatori qualificati", solo i soggetti realmente in grado di comprendere e sopportare i rischi delle operazioni finanziarie proposte o consigliate».
Secondo Tezzon comunque l'applicazione della MiFID «portera' verosimilmente ad un innalzamento dei livelli di protezione, imponendo agli intermediari procedure piu' articolate e rigorose per la classificazione della clientela. Per cio' che riguarda i soggetti pubblici, e piu' in particolare gli Enti locali, la materia sara' disciplinata da apposita regolamentazione secondaria, attuativa della MiFID, emanata dal Ministero dell'economia e delle finanze».

31/10/2007 10.59

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