Ex Delverde, chiuse le indagini. Richiesta di giudizio entro il 15 novembre

Alessandro Biancardi

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VASTO. Sono arrivati nei giorni scorsi gli avvisi di conclusione di indagine ai 18 indagati per la vicenda del fallimento della ex Delverde. Dopo una serie di ritardi sulla tabella di marcia originaria, le indagini sono ufficialmente chiuse.
Il passo è importante perché impone scadenze precise per il prossimo che sarà la richiesta del rinvio a giudizio da parte del Pm Anna Rita Mantini.
Dalle risultanze emerse dalle indagini sembrerebbe, infatti, scontata la richiesta di sottoporre a processo gli attuali indagati che a vario titolo hanno partecipato come attori primari o gregari al fallimento del pastificio di Fara San Martino.
Secondo indiscrezioni sarebbero almeno quattro le sorprese anche grosse che potrebbero coinvolgere persone per la prima volta.
E dalla richiesta di rinvio a giudizio potrebbero finalmente emergere dettagli finora sconosciuti circa le manovre dell'allora presidente della Fira che, facendo leva sul suo potere istituzionale di pubblico ufficiale, avrebbe indotto con artifici e raggiri i vecchi soci alla cessione delle quote del pastificio a costo zero (per lui, infatti, l'ipotesi di reato dovrebbe essere truffa e concussione).
Per la prima volta potrebbe figurare anche in qualche modo il livello politico che allunga i suoi tentacoli fin nei palazzi romani.
Potrebbe persino emergere molto chiaramente come da questa indagine, partita da una querela presentata nel 2005 dall'ex presidente del Cda della ex Delverde, Francesco Tamma, gli inquirenti, nella ricostruzione dei presunti reati, siano arrivati prima alla Fira, la finanziaria regionale, e da questa allo scandalo dei finanziamenti Docup dirottati ad una serie di società che facevano tutti capo allo stesso gruppo (la banda Masciarelli). E sempre dalla Delverde, passando per la Fira si è poi arrivati alle inchieste sulle cartolarizzazioni della sanità, le operazioni finanziarie organizzate sempre dalla stessa mente: Giancarlo Masciarelli coadiuvato da un ristretto staff di consulenti.
Punti di contatto molteplici.
L'autunno caldo potrebbe essere quello decisivo per conoscere verità ancora “nascoste” e riaccendere l'attenzione dell'opinione pubblica sugli intrecci del malaffare in regione che sembra non fermarsi nemmeno dopo l'attenzione alta e risaputa delle indagini delle varie procure sui diversi aspetti della vita amministrativa.
Nelle scorse settimane erano state rigettate le richieste di misure cautelari per 14 degli indagati prima dal Gip e poi dal tribunale del riesame dell'Aquila, ma la notizia non ha avuto alcun rilievo nei media locali.
I tempi allora sono strettissimi.
A norma dovrebbero essere venti i giorni per depositare la richiesta di rinvio a giudizio. La procura di Vasto avrebbe tutte le intenzioni di andare avanti spedita per chiudere al più presto questa storia che è solo il primo capitolo degli scandali scoppiati lo scorso anno.
La palla dovrà per forza di cose passare a Pescara dove la procura dovrà tirare le somme sull'affaire Fira e formulare le accuse verso i circa 40 indagati.
E così per le cartolarizzazioni che potrebbero gettare nuova luce sul perché la nostra regione impegna l'80% del suo bilancio nella sanità.
A termine dovrebbe giungere anche l'altro filone Delverde, inchiesta della procura di Chieti che ipotizza reati societari a carico dei vecchi soci, periodo di indagine che va dal 2000 e arriva fino all'avvento di Masciarelli alla fine del 2003.

31/10/2007 9.19


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