Corse clandestine di cavalli, maxi blitz della Finanza

Alessandro Biancardi

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Corse clandestine di cavalli, maxi blitz della Finanza
PESCARA. Un imponente blitz, quello di ieri intorno alle 12, quando 500 agenti della guardia di Finanza del nucleo provinciale di Pescara, coadiuvato da tutti i reparti della regione, hanno messo fine al giro di corse ippiche clandestine che si svolgevano ogni domenica tra città Sant’Angelo e Elice, all’altezza dello stabilimento Fox.
37 i cavalli sequestrati, 120 le persone identificate, 20 gli indagati tutti di etnia rom.
Le indagini della Guardia di Finanza di Pescara andavano avanti ormai da un anno.
Alcuni agenti in borghese avevano anche tentato di entrare nel giro di scommesse clandestine, ma è stata una impresa impossibile.
Le scommesse e la partecipazione alle gare, infatti, era aperta soltanto a cittadini di etnia rom della provincia di Pescara, Roma, Napoli, Campobasso e Foggia.
L'ingresso raramente era consentito anche ad altre persone, a volte reclutate nei canali delle scommesse regolari: esperti di cavalli, quindi, ma solo se “affidabili” e legati con rapporti stretti di fiducia con gli organizzatori, altrimenti non si poteva entrare nel maxi circuito di corsa.
Si correva tra le sterpaglie, tra campi incolti. Tutta la zona veniva presidiata dagli organizzatori stessi e l'area circostante chiusa al traffico.
Secondo gli inquirenti i cavalli utilizzati venivano maltrattati e dopati. Nelle stalle del pescarese dove sono state effettuate delle perquisizioni, infatti, sono stati trovati quantità industriali di farmaci che venivano somministrati agli animali prima della gara.
La guardia di finanza ha inoltre sequestrato 60 mila euro in contanti, sicuro provento delle scommesse e 1 kg di oro.
Le fiamme gialle adesso sono al lavoro per capire se quello che accadeva nel pescarese potesse accadere anche altrove. Per circa 4 mesi, infatti, le gare non si sono svolte e gli inquirenti hanno ragione di pensare che le scommesse si svolgessero altrove.
29/10/2007 12.06



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Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Pescara, Silvia Santoro.
La zona che veniva presidiata almeno una volta a settimana è quella di contrada Piana di Sacco nei pressi dello stabilimento industriale Fox nel comune di Città Sant'Angelo.
«Le gare clandestine venivano organizzate su un rettilineo stradale secondario della zona industriale, nascosto alla vista grazie ad una folta vegetazione e poco frequentato nei giorni festivi», ha spiegato il comandante della compagnia di Pescara, il capitano Michele Tempesta.
Tuttavia l'ultima gara domenicale non è andata a buon fine per l'intervento di una forza imponente pronta a qualunque reazione scomposta che poi non vi è stata.
L'invasione dell'ippodromo clandestino è stato improvviso ed ha generato un fuggi fuggi generale.
L'attività investigativa è stata caratterizzata da complessi servizi di osservazione allo scopo di individuare i responsabili ed i luoghi dove venivano ricoverati i cavalli.
Le indagini si sono rese ancor più difficili e gli inquirenti avevano paura di essere scoperti dalle ronde dell'organizzazione criminale, incaricate di dare l'allarme in caso di intervento da parte delle forze di polizia.
Sono state identificate 120 persone sulle quali attualmente vengono effettuate delle indagine per ricostruire per ognuno il curriculum eventualmente criminale e ricostruire tutta la rete di contatti che vanno ben oltre i confini regionali.
Al momento tuttavia sono solo 20 gli indagati per i quali sono stati contestati fatti specifici come il maltrattamento degli animali attraverso iniezioni di sostanze dopanti e la raccolta di scommesse clandestine. Per molti di questi anche il reato più grave di associazione a delinquere.
Anche se comunque per i reati contestati non si arriverà a condanne superiori ai 5 anni.
Gli indagati sono tutti di etnia Rom originari delle zone di Pescara, Roma, Napoli, Campobasso, Foggia, Ancona, Avezzano, Sulmona e Giulianova.
25 unità del Corpo Forestale dello Stato di Pescara hanno supportato i finanzieri soprattutto per la gestione dei cavalli sequestrati, tutti identificati grazie ai microchip. Per questo gli inquirenti hanno potuto stabilire anche l'impegno di questi animali nelle gare regolari.
Sono state, inoltre, eseguite 28 perquisizioni locali presso le abitazioni dei 20 soggetti indagati e nei luoghi di custodia dei cavalli, di cui 26 a Pescara e provincia, 1 ad Ancona e 1 a Giulianova.



 I NUMERI

L'esito dell'azione svolta ha permesso di arrivare al sequestro di 37 cavalli, 9 furgoni adibiti al trasporto degli animali, 2 autovetture di cui una Maserati, 24.000 euro circa in contanti, 26.000 euro in assegni e un chilo circa di oro tra collane, oggetti e monili vari ritenuti frutto di reato, alcune dosi di hashish, un fucile con 280 cartucce calibro 12, tre metri cubi circa di materiale pirotecnico del peso di circa 400 chilogrammi illecitamente detenuto, documentazione varia attinenti i cavalli ed ingenti quantitativi di medicinali.
Sono state, inoltre identificate oltre 100 persone di cui 20 sottoposte a rilevamenti fotodattiloscopici.
Nei confronti dei cavalli sequestrati, i veterinari della Asl di Pescara, su disposizione del Magistrato inquirente, hanno eseguito esami ematici per verificare la presenza e somministrazione di sostanze dopanti.

29/10/2007 13.01




LA GESTIONE FATICOSA DEI CAVALLI AFFIDATI ALL'IPPODROMO

La società Ippoinvest, proprietaria dell'Ippodromo Sangiovanni, ha voluto chiarire il proprio ruolo di sostegno e il contributo che sta dando alle forze dell'ordine in questa importante operazione.
«Infatti, già dalla sera e dalla notte di domenica 28 ottobre, l'Ippodromo Sangiovanni, dietro richiesta della Guardia di Finanza ed in ottemperanza ad un ordine del Sostituto Procuratore Silvia Santoro», ha spiegato la società, «ospita ben 37 cavalli sequestrati durante la retata».
«Siamo ben lieti» ha spiegato il dottor Vanni Parenti, amministratore Delegato della società Ippoinvest «di poter aiutare la Guardia di Finanza ma questa situazione non è sicuramente molto facile per noi da gestire. Innanzitutto, siamo ancora in attività agonistica e proprio il prossimo sabato mattina abbiamo una riunione di corse dove dobbiamo ospitare, come abitualmente accade, i cavalli che verranno a correre da altri ippodromi e questo ci procurerà non pochi problemi logistici. Le Fiamme Gialle ci hanno comunque rassicurato dicendoci che il sequestro dei cavalli e, di conseguenza la nostra ospitalità, sarà limitata nel tempo».
«Inoltre, prendere in custodia 37 cavalli significa curarli, dare loro da mangiare e monitorare il loro stato di salute», ha spiegato Parenti, «quindi una responsabilità e un impegno importanti alla quale sicuramente non vogliamo sottrarci ma che ci costa in termini di risorse umane ed economiche.
Chi come noi ha il compito di organizzare le corse in Italia, non può che essere d'accordo con queste iniziative di lotta alle corse e al gioco clandestino, che evidentemente danneggiano lo Stato e tutti gli ippodromi che vivono di percentuali di scommesse legali. C'è poi sempre il rischio di inquinamento tra ippodromi e corse illegali per il relativo movimento di cavalli che non è mai di semplice controllo. Mi auguro che questo fenomeno, conosciuto in questa zona da anni, possa essere definitivamente debellato».

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