Orsi morti: anche Bernardo ha il suo avvocato

Alessandro Biancardi

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PESCASSEROLI. Si cerca ancora uno o più colpevoli per l'orso Bernardo e gli altri due plantigradi uccisi al Parco nazionale d'Abruzzo «ma non si ammettono errori di responsabilità. Bisogna arrivare in modo netto ad accertare la verità».
Parla per la prima volta l'avvocato "dell'orso", Eraldo Stefani, attraverso il quale il Wwf si è costituito "persona offesa" e quindi già presente nella fase procedimentale davanti al pubblico ministero.
In sostanza il Wwf può così entrare in azione con una difesa investigativa quando ancora l'indagine si trova in Procura. «Un sistema per allontanare lo spettro dell'errore giudiziario e che consente - tiene a puntualizzare subito l'avvocato Stefani - di essere ancora più in linea con la Procura».
E sul fronte indagini sembrano non esserci novità dopo la notizia delle perquisizioni effettuate negli ultimi due giorni. Secondo alcune voci ci sarebbero degli indagati ma la notizia non ha trovato oggi fondamento. Il Tg5 ha confermato che la persona iscritta nel registro degli indagati sarebbe solo una, ma la Procura di Sulmona e Avezzano non smentiscono e non confermano.
Intanto il Wwf vuole fare la sua parte.
«La finalità della difesa investigativa è la stessa della Procura, trovare la verità», afferma Stefani sottolineando che «entrare nella fase procedimentale con la nomina di difensore della persona offesa significa puntare allo stesso obiettivo, quello di accertare i fatti e laddove possiamo dare un contributo lo consegniamo nelle mani dell'Autorità».
«Nella difesa della persona offesa - spiega ancora Stefani, classe '49, nato a Pratovecchio, in provincia di Arezzo, e che esercita la sua attività a Firenze - si può meglio operare e si può contribuire il più possibile all'accertamento della verità senza nulla togliere all'operato delle forze di polizia e alla stessa Procura della Repubblica che, nel caso degli orsi, sta operando in modo egregio».
«Il nostro - aggiunge Stefani – è un percorso che non tocca assolutamente il percorso principale». L'avvocato dell'orso («ma anche di tutti gli altri animali», assicura) non è la prima volta che prende le parti dell'ambiente con la formula della persona offesa.
Tante le volte in cui con il Wwf si è costituito parte civile nei processi, ma solo due i casi in cui ha scelto la difesa investigativa:
l'inceneritore di Ferrara e l'orso Bernardo e compagni.
Il difensore della persona offesa opera insieme a un pool di esperti, tra cui il criminologo e l'investigatore, riferisce ancora Stefani che dice di non conoscere le investigazioni della Procura e di avere «conoscenze giornalistiche su alcuni elementi emersi in questi giorni».
E proprio in merito alle indagini relative all'uccisione il mese scorso, di tre orsi e due lupi, si ricordano le numerose perquisizioni compiute negli ultimi due giorni nell'area del territorio del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.
L' attività investigativa, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano Guido Cocco, ha consentito di reperire materiale ritenuto «molto interessante» per le indagini.
Nei giorni scorsi gli investigatori avevano ascoltato diverse persone, alcune delle quali ritenute a conoscenza di particolari utili per identificare chi ha ucciso gli animali.

27/10/2007 9.23