Orsi morti, c’è un indagato?

Alessandro Biancardi

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PESCASSEROLI. Pare che sia arrivata la stretta finale intorno a chi ha ucciso i tre orsi e i due lupi nel parco Nazionale lo scorso 30 ottobre. Ci sarebbe infatti un indagato. Ieri mattina, su ordine della Procura di Avezzano, sarebbero partite le perquisizioni in cinque allevamenti, alcuni marsicani e altri altosangrini.
Il proprietario di una di queste imprese sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati dopo che le forze dell'ordine avevano controllato la sua abitazione, l'esercizio commerciale e la stalla. Questa la realtà dei fatti secondo alcune fonti, poi smentite in serata.
E per il Resto del Carlino sarebbero almeno cinque le persone indagate.
Non sarebbe stato trovato invece alcun veleno o pesticida che possa ricondursi alla morte degli animali. Una prova schiacciante che potrebbe portare ad una risoluzione immediata del caso.
E anche vero che la morte degli animali risale ormai ad un mese fa, un tempo utile per far sparire le tracce.
L'accusa per il colpevole che dovesse venire identificato sarebbe quella di uccisione di animali, violazioni della legge quadro aree protette e delle norme per la protezione della fauna selvatica.
L'attività investigativa si concentra anche sul versante laziale e molisano del Parco.
Nei giorni scorsi l'Arpo (Associazione Regionale Produttori Ovicaprini) ha annunciato anche di aver presentato una denuncia contro ignoti per diffamazione. Le notizie di questi ultimi giorni, infatti, secondo l'associazione, avrebbe gettato discredito sugli allevatori senza aver identificato ancora i responsabili reali.
26/10/2007 11.28