Area di risulta. Il Tar rinvia, il Comune pronto ad affidare i lavori a Toto

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La notizia è di pochissimi minuti fa. Dalle prime informazioni sembrerebbe che per malattia di uno dei componenti della giuria del Tribunale amministrativo l’udienza prevista per oggi è stata rinviata al 22 novembre.
Il Tar oggi era chiamato a pronunciarsi sul bando delle aree di risulta che è stato oggetto di numerose polemiche per presunte irregolarità e mancanza di trasparenza. Rilievi che sono giunti anche dalla autorità garante per la concorrenza solo pochi giorni fa.
Si dovrà dunque attendere ancora un mese per avere una decisione ufficiale in merito.

25/10/2007 11.24

«Per ovvie ragioni di logica e correttezza le condizioni eventualmente concordate tra le parti, non possano essere stravolte o anche solo modificate sino alla prossima udienza, trattandosi di un mero rinvio d'ufficio». A mettere le mani avanti è Forza Italia che si riferisce chiaramente a quanto già stabilito dallo stesso Tar in una precedente seduta.
«Siamo assolutamente convinti, quindi», chiariscono i gruppi di minoranza di centrodestra, «che tale prescrizione valga in maniera assoluta e vincolante anche oggi, in attesa dell'udienza del 22 novembre prossimo. Ci preoccupa fortemente, tuttavia, il fatto che - da una parte - il Presidente del Collegio, il quale si insedierà a L'Aquila nei prossimi giorni e che, quindi, non presiederà la prossima udienza, oggi non abbia preteso il rinnovo esplicito di tale preciso impegno da parte del Comune di Pescara e – dall'altra – che il legale dello stesso abbia lasciato intendere che l'Amministrazione non si ritiene più vincolata a quel dovere e che potrebbe, quindi, procedere alla sottoscrizione del contratto. Il verificarsi di una tale ipotesi configurerebbe una gravissima, inaudita violazione di ogni regola amministrativa, giuridica e politica».
«Pertanto», dice il centro destra, «diffidiamo sin d'ora il Comune di Pescara a rispettare gli impegni assunti innanzi al Presidente del TAR nell'udienza del¬ 26 luglio scorso ed a non procedere all'apposizione di alcuna firma od all'assunzione di impegni che, in qualunque modo, possano inficiare il giudizio venturo del Tribunale Amministrativo, poiché un qualunque atto in tal senso configurerebbe la responsabilità anche personale di chi apponesse la firma, pur se in nome e per conto del Comune di Pescara».

25/10/2007 13.39

IL COMUNE:«CESSA LA SOSPENSIONE»


Il presentimento del centrodestra trova conferma nella nota del Comune nella quale si legge:«il provvedimento cautelare di sospensiva dell'aggiudicazione dell'appalto per i lavori di riqualificazione sull'area dell'ex tracciato ferroviario denominata Area di Risulta, non è stato concesso. L'impegno assunto in via informale, ma puntualmente rispettato dal Comune di astenersi nelle more di ogni attività, cessa con oggi, come gli stessi avvocati hanno dichiarato davanti al Collegio. In conseguenza può iniziare l'esecuzione del provvedimento di aggiudicazione, anche attraverso la stipula del contratto».
E' palese come l'amministrazione comunale abbia una vera e propria “smania” nel procedere con l'appalto e dunque con l'affidamento dei lavori.
E' chiaro che questo comporterà la riqualificazione dell'area (prima si inizia prima si finisce) ma la fretta non appare opportuna non solo perché il giudizio al Tar rimane comunque pendente (potrebbe esempre pronunciarsi a sfavore) ma anche perché vi sono inchieste penali avviate anche sull'appalto e tutta la procedura seguita.
E' anche vero però che in caso di pronunciamenti non favorevoli potremmo ritrovarci con un cantiere fermo per anni.

25/10/2007 14.37

«I nostri amici del centrodestra evidentemente ignorano o fanno finta di ignorare che l'aggiudicazione dell'appalto per le Aree di Risulta è un provvedimento amministrativo non sospeso dal Tar e perciò efficace ed esecutivo».
E' il parere del legale del Comune di Pescara, Vincenzo Cerulli Irelli.
«Il fatto che finora non sia stato eseguito», spiega, «dipende esclusivamente dall'impegno del tutto informale preso davanti al Tar e che il Comune ha rispettato, di astenersi fino ad oggi da qualsiasi attività in merito. Ripeto: fino ad oggi. Adesso il provvedimento riprende la sua naturale esecutività e ciò impone al Comune di eseguirlo. L'unica possibilità che avevano i nostri amici di centrodestra di evitare ciò, sarebbe stata quella di chiedere al Tar un provvedimento cautelare di sospensione, ma essi non l'hanno fatto e oggi, pur espressamente richiesti sul punto, vi hanno rinunciato».

25/10/2007 19.28