Swap Comune di Pescara. L'esperto:«operazioni che si pagheranno a caro prezzo»

Alessandro Biancardi

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Swap Comune di Pescara. L'esperto:«operazioni che si pagheranno a caro prezzo»
AGGIORNAMENTO (14.00) PESCARA. Quello degli swap, ovvero i-debiti-li- trasformi-subito-in-attivo- tanto-poi-si-paga, sembra essere una miniera ma solo di sorprese una dietro l'altra. Così provando a muoverci in un vero e proprio campo minato per la difficoltà nel reperire documenti ufficiali e per la materia in sè abbiamo provato a saperne di più grazie ad un nostro lettore esperto in materia che ha speso qualche ora affinchè i lettori di PrimaDaNoi.it potessero avere qualche dato in più sulle spese future del Comune per ripianare i debiti.  TUTTO SUGLI SWAP
Attilio Di Mattia, analista ed esperto in finanza strutturata, è uno dei tanti abruzzesi che all'estero ha trovato la sua fortuna e continua a tenersi informato sulla sua terra attraverso il web.
Lui ci ha aiutato a capire meglio quali conseguenze ci potrebbero essere in seguito all'accordo stipulato con delibera consiliare n°257 del 18 novembre 2004. Con quel documento la giunta ha autorizzato l'emissione del prestito obbligazionario "Comune di Pescara 4,285% 2004-2024" a tasso fisso di nominali Euro 49.734.000,00, ed il cui perfezionamento è avvenuto il 29 novembre 2004.
In questo modo è stato ristrutturato il Buono ordinario del Comune che originariamente scadeva il 2023 mentre ora la scadenza è stata posticipata al 2030.
I titoli emessi hanno un taglio minimo del valore di 1000 euro.
Quelle che seguono, è bene precisare, sono solo ipotesi realizzate sugli attuali indici di mercato che essendo variabili potrebbero cambiare nel tempo.
Nello sviluppo iniziale del mutuo si nota come le rate da pagare sono due in un anno -a maggio e novembre (1.863.942 mln per ogni rata nel 2007). L'importo rimane pressocchè fisso fino alla scadenza quando il totale delle rate pagato sarà di 74.651.672 milioni di euro per un totale di interessi di 24.817.672.
«Dalle carte scaricate dal sito di Pescara», spiega Attilio, «pare che tutto ruoti attorno alle delibere n. 11522 del 1 Luglio 1998 e la numero 1298 del 2004. Entrambe le delibere mi fanno intuire che siano stati eseguiti swaps (dall'inglese scambiare) su tali debiti e rimodulazioni dei mutui e BOC (Buoni ordinari del comune) che erano in essere già dal 1998».
Nella delibera n. 11522 si legge tra l'altro: «soluzioni proposte per la copertura dell'emissione obbligazionaria, basate sull'andamento dell'Euribor a 6 mesi, mirano alla ricerca di minori oneri finanziari tramite il passaggio da tasso fisso a tasso variabile, con una protezione contro il rialzo dei tassi (massimo tasso da pagare 5.99%) ed un tasso minimo che permette di ridurre l'entità dello spread».
«Ho fatto qualche ricerca», ha spiegato Attilio, «e mi sono sincerato sul fatto che il Comune è passato da un tasso fisso di 4.285% ad un 4.40%. Nel prospetto non appare nessuno swap con Dexia.
Non c'e' dubbio che guardando semplicemente al BOC la giunta D'Alfonso e' riuscita a creare liquidità nel corto termine spalmando il debito per un extra 7 anni. Questo potrebbe essere ragionevole se l'amministrazione si attende maggiori entrate : acqua (+64%), TARSU (+60%), multe… Analizzando la curva di riferimento, pare che il costo implicito sia stato di 25-35 punti base (0.25%-0.35%). Prassi nel settore. Nulla e' gratis. Spero che tale costo sia stato enucleato in sede contrattuale. Un esperto del settore avrebbe potuto far risparmiare 10 punti base, non di più».

LO SWAP DA 49 MILIONI

«Gli swap» ci spiega ancora Attilio Di Mattia, «aggiungono una nuova dimensione di rischio (chiamato rischio sintetico) ad un contratto di debito esistente o nuovo. In questo modo vengono creati dei corridoi di tassi d'interesse e, se in un dato giorno il livello dell'indice di riferimento (spesso alla fine di un semestre -può essere EURIBOR oppure altro) è al di sopra o al di sotto di tale banda, l'investitore deve pagare.
La possibilita' per l'investitore di incamerare da questa struttura sarebbe quella di creare un corridoio il più largo possibile e piu' vicino possibile alle tendenze del determinato indice».
Secondo l'esperto la delibera 1298 autorizza due identiche operazioni di swap di Euro 24.867.000, che coprono un totale di Euro 49.734.000,00 pari all'importo del bond emesso in data 29.11.2004, effettuate da BNL Spa e UBM Spa;
«Facendo un'analisi storica sull'andamento dell' EURO SWAP a 12 mesi dal 1998», spiega Attilio,«possiamo notare come passando da un tasso fisso del 4.28% ad un tasso variabile all'incirca del 3.1% e sommando lo spread di 26 punti base il Comune abbia risparmiato all'incirca 90 punti base (0.9%) che su 49 milioni di euro ammonta a 441 mila euro. Tale ammontare sarà stato sicuramente riportato a chiusura di anno contabile. Dal grafico la curva si e' poi impennata fino a toccare in Agosto 2000 il 5.37% che sommato allo spread di 26 punti base va a creare una perdita mark-to-market (ovvero non realizzata, e realizzabile solo se il Comune fosse obbligato a chiudere la posizione in quel dato momento) che il Comune non e' ritenuto a realizzare di 135 punti base ovvero del 1.35% che ammonta a 661 mila euro. Comunque guardando la curva possiamo notare che nel 2003 la situazione si e' reinvertita a favore del comune».
In sostanza sembrerebbe che con la manovra di allungamento del debito di altri 7 anni il Comune, alle condizioni attuali, abbia creato liquidità ma ancora una volta indebitandosi ulteriormente.




 

SULLO SWAP DA 81MILIONI DELLA GIUNTA DI CARLO PACE

E poi c'è la delibera che autorizza il contratto è la n° 370 del 20.05.2003 , con affidamento alla banca BNL e alla UNICREDIT, per l'importo di € 81.168.133,95. Tirata dal cilindro dall'assessore D'Angelo.
E un altro contratto swap che è poi stato accorpato in un debito unico in modo da risparmiare qualcosa.
Tra le altre cose si legge:«L'ente pagherà uno spread, previamente concordato, se l'Euribor alle scadenze del 30 giugno e 31 dicembre di ogni anno avrà superato i limiti previsti».
«Queste scadenze del 30 e 31 giugno», spiega Di Mattia, «sono i giorni di riferimento per comparare le performance del corridoio- non importa cosa sia successo 6 mesi prima o dopo, importa solo il livello dell'EURIBOR a 6 mesi in quei due giorni. Come un terno al lotto. Io personalmente averei strutturato un debito basato sulla media mobile a 3 o 6 mesi in modo da evitare rischi di evento. E facile comprendere come anche se il mercato viaggia bene ma poi mettono una bomba a Milano o a Londra il 28 giugno l'indice schizza e viene falsato».
La delibera -secondo l'esperto- è carente di documentazione e di dati che sarebbero indispensabili per comprendere i parametri del contratto sottoscritto. Una mancanza grave e l'ennesimo falla nella trasparenza.
Così quando nella relazione si parla di ipotesi A e B non si comprende a quali parametri ci si riferisca e su quali basi.
«Tale delibera parla di risparmi», conclude Di Mattia,«ma vorrei vedere che simulazioni hanno fatto per arrivare a tali numeri. Anche io posso presentare simulazioni che sembrano
buone manipolando i numeri. E' compito del venditore di swap presentarti le simulazioni più vantaggiose in modo da vendere. Di sicuro i broker si sono fatti tantissimi soldi alle spalle dei contribuenti. In questi casi le commissioni sono ingenti».

COMUNE OPERATORE QUALIFICATO?

C'è poi il problema della stipula del contratto che la legge prevede solo in presenza di “operatori qualificati”.
«Si chiama SWAP», spiega Di Mattia, «perchè l'investitore va corto (short) ovvero compra protezione in caso il tasso d'interesse si vada ad allocare al di fuori di un certo corridoio. La banca va lungo (long) in quanto vende protezione e copre/assicura l'investitore in un dato scenario. Si capisce che nella maggior parte dei casi la strutturazione del corridoio è legata ad una negoziazione. Il compratore di protezione lo dovrebbe volere il più largo possibile, mentre la banca lo vuole il più stretto possibile. Comunque mentre la banca può prezzare la volatilità dei tassi d'interesse in maniera più sofisticata, un semplice dirigente no».
Secondo l'esperto data la difficoltà di comprensione di tale struttura e di tale mercato solo un investitore che ha amministrato portafogli strutturati o titoli a reddito fisso generici può essere considerato un operatore qualificato.
«Con tutto il rispetto per il ragioniere del Comune», dice, «o il più alto dirigente del dipartimento finanziario, non penso che possano essere all'altezza di negoziare “alla pari”. Ecco perchè le banche hanno fatto firmare una sorta di autocertificazione di capacità perchè erano consapevoli della disparità. Inoltre mi sembra molto particolare il fatto che viene affidato all'advisor (BNL e UNICREDIT) il compito di monitorare le performance dei swap nel tempo. E' come se affidassi ad un venditore di macchinari di impacchettamento caramelle il compito di controllo di qualità della macchina stessa e farmi sapere quante volte non funziona».

25/10/2007 9.45



D'ANGELO:«… MA SE IL PRIMO SWAP E' STATO SOTTOSCRITTO DALLA GIUNTA PACE…»