Legge Omnibus, Cambi: «hanno ucciso le Commissioni provinciali artigianato»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Arrabbiato, deluso, sul piede di guerra. Il presidente regionale della Cna abruzzese, Franco Cambi, si scaglia contro «quella perla di mezza estate conosciuta dall'opinione pubblica abruzzese come la "legge Omnibus».
Una liquidazione «silenziosa», la definisce Cambi, «senza che nessuno l'abbia mai davvero nè decisa, nè decretata, né tantomeno mai concertata con le parti sociali interessate».
E' il destino che la Regione ha scelto per le commissioni provinciali per l'artigianato: «niente gettone di presenza per gli imprenditori artigiani che ne fanno parte, mentre a conservarlo sono i soli componenti designati da Inps e Ispettorato del lavoro».
«Il carrozzone legislativo, approvato in vista delle ferie estive, che nelle intenzioni dovrebbe distribuire qualcosa come 26 milioni di euro a parrocchie, Pro loco, associazioni e Comuni
senza alcun criterio di programmazione della spesa, se non la più assoluta e totale discrezionalità di singoli consiglieri regionali».
Così, secondo Cambi, «gli organismi che garantiscono da sempre il funzionamento di importanti istituti per la vita delle categorie produttive, come appunto le Cpa, rischiano di chiudere battenti per esigenze di cassa. Ma per i conti regionali - accusa Cambi - le somme risparmiate sono davvero
poca cosa. Solo una goccia nel mare, ma in grado di produrre un bel danno: quale imprenditore volete sottragga più altro tempo alla propria attività per partecipare a organismi in cui
adesso finisce già per rimetterci di tasca propria? Possibile che i 35 euro lordi a seduta dei componenti delle commissioni diventino per la Regione il simbolo dello sperpero da
abbattere? La verità - osserva Cambi - è che attraverso questa via dal sapore ridicolo e un tantino miserevole si scrive la parola 'fine' sull'esperienza delle Cpa, senza immaginare che la mole di lavoro che svolgono dovrà essere ora trasferita a qualcun altro organismo, che la Regione e' pregata di scegliere per non aggiungere danno a beffa».
24/10/2007 12.19

«Siamo i primi a chiedere la riduzione dei costi della politica. Ma occorre farlo senza ipocrisia: sulle Commissioni provinciali e regionali dell'artigianato invece la politica abruzzese ha agito secondo una logica di pura propaganda che finisce per danneggiare le imprese». Lo afferma Costantino Pace, presidente regionale dell'associazione artigiana Ara-Confesercenti.
«Per ridurre i costi della politica» ricorda Pace «la Regione ha infatti deciso di abolire il gettone di presenza per le Commissioni provinciali e regionali per l'artigianato. Una scelta che abbiamo accettato di buon grado, in linea con la nostra richiesta di riduzione dei costi della politica. Ma abbiamo poi scoperto che l'abolizione del gettone è avvenuta solo per i componenti artigiani delle commissioni: chi invece è stato nominato dagli enti pubblici non solo ha mantenuto il gettone di presenza, ma da gennaio lo vedrà anche aumentato».
In più, denuncia Ara-Confesercenti, «la Regione ha anche abolito il semplice rimborso spese, con il risultato che ora gli artigiani dovranno rimettere tempo e denaro per partecipare alle riunioni. Le imprese sono le prime a chiedere che la politica faccia una cura dimagrante: ma non ci si può affidare a provvedimenti spot che nulla hanno a che fare con la vera riduzione dei costi della politica, e che suonano come una presa in giro».
25/10/2007 14.25