Chiesa di San Rocco, «quell’accordo di programma a svantaggio del Comune...»

Alessandro Biancardi

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SAN GIOVANNI TEATINO. Un accordo di programma con un discutibile vantaggio pubblico. Ad indagare anche in questo caso la Procura di Pescara che un mese fa ha sequestrato i documenti. Al centro della questione la chiesa di San Rocco, lo scambio di due terreni tra parrocchia e amministrazione comunale. Ma c’è chi sostiene che non si sia trattato proprio di uno scambio equo.    
SAN GIOVANNI TEATINO. Un accordo di programma con un discutibile vantaggio pubblico. Ad indagare anche in questo caso la Procura di Pescara che un mese fa ha sequestrato i documenti. Al centro della questione la chiesa di San Rocco, lo scambio di due terreni tra parrocchia e amministrazione comunale. Ma c'è chi sostiene che non si sia trattato proprio di uno scambio equo.

 


 




La Procura è arrivata a San Giovanni Teatino per mezzo dei soliti grandi nomi del mattone che ormai si intersecano tra queste indagini in corso e quelle del Comune di Pescara. Una scoperta forse casuale, forse indirizzata da chi sapeva e nutriva dubbi da tanto tempo.
La questione (e le polemiche che si trascina dietro) della chiesa di San Rocco, ormai, tiene banco dal 28 febbraio scorso, quando all'improvviso si scoprì che la vecchia chiesa doveva essere rasa al suolo e al suo posto doveva sorgere un nuovo fulcro della spiritualità comunale, progettata, niente di meno che da un architetto svizzero, Mario Botta.
Per la costruzione della nuova chiesa è stata propedeutica una permuta, oggi definita dubbia, in cui il privato, stando a quanto si legge nella relazione urbanistica, avrebbe ceduto al Comune 3.700 metri quadrati di terreno e in cambio ne avrebbe ricevuti 9.500, quasi tre volte tanto.
In soldoni si riesce a comprendere ancora meglio quale sia la differenza di trattamento: la parrocchia riceve aree per un valore di 442.071 euro mentre le aree che ottiene il Comune di San Giovanni Teatino valgono appena 173.370 euro.
La minoranza, capeggiata da Alessandro Feragalli del gruppo consiliare Unione per San Giovanni Teatino, è insorta più volte e adesso non resta che rimettersi all'operato della Procura di Pescara che si sta occupando del caso.
«Le aree che i privati cedono all'amministrazione comunale», spiega ancora Feragalli, «vengono valutate a valore di esproprio circa 45 euro al metro, come se queste fossero edificabili mentre le stesse sono state sfruttate per realizzare gli edifici».
Il testo unico sugli espropri, e diverse sentenze della cassazione civile, parlano chiaramente che in caso di terreni privi di capacità edificatoria la relativa indennità va commisurata al valore agricolo medio, cioè tre euro circa.
Perché, quindi, valutare edificabili aree che non lo sono più quando vengono cedute al Comune di San Giovanni Teatino?
Da quanto emerge dagli atti, inoltre, sarebbe previsto anche l'abbattimento dell'asilo nido adiacente la parrocchia, circostanza smentita, a parole, oggi dal sindaco Verino Caldarelli su un giornale locale, ma scritta nero su bianco nei documenti che ormai sono al vaglio degli inquirenti.
«Oggi il sindaco», spiega Feragalli, «sostiene che l'asilo va preservato perché ha un valore immobiliare consistente. Ma è falso. Si sta cercando solo di prendere tempo. E' prevista una spesa di 109 mila euro per la sua demolizione (ad opera di privati) e da quest'anno la struttura non ospita più i bambini proprio perché era stabilito che dovesse andare giù».
La minoranza ci spera ancora che l'allarme sia rientrato, ma non ci credono nemmeno loro.
A sorgere sul terreno della discordia una nuova chiesa ideata dall'architetto di Lugano Mario Botta. Una scelta arrivata dopo un referendum popolare e che si è portato dietro una serie infinite di polemiche, come quelle legate alla cittadinanza onoraria all'architetto, contestata dalla minoranza in consiglio. La conferma della demolizione della vecchia chiesa, infatti, arrivò solo 15 giorni prima che il progetto venisse presentato.
E non è la prima volta che le inchieste della polizia si trovano a scandagliare i rapporti tra amministrazione comunale e chiesa. Era successo qualche mese fa anche a Pescara quando gli inquirenti hanno acceso i riflettori sulla fondazione onlus Ivec (In veritate et caritate) dell'ex vescovo Francesco Cuccarese per la costruzione di un istituto di accoglienza. Anche in quel caso gli accordi con i big del mattone e dubbie operazioni a favore dell'amministrazione cittadina ci avevano messo lo zampino.

LA PROCURA INDAGA ANCHE SUI CENTRI COMMERCIALI

Fatto sta che il territorio di San Giovanni Teatino sta cambiando molto rapidamente, «e quando questa espansione è così rapida», sostiene Feragalli, «è un segnale poco positivo».
Palazzoni, centri commerciali, qui è tutto rapidissimo e i sospetti sempre nell'area.
E così la procura di Pescara starebbe indagando per presunte irregolarità anche sulla situazione del nuovo complesso commerciale Saturn-Oviesse che si è andato ad aggiungere alla già fitta schiera di centri commerciali.
«Secondo la legge regionale sulle attività commerciali le autorizzazioni per impianti superiori ai 2.500 mq deve essere rilasciata dalla Regione. Se si somma la superficie totale di Saturn con quella dell' Oviesse arriviamo a quasi 4 mila metri quadri. E in quel caso fu il Comune a rilasciare i permessi».
Alessandra Lotti

24/10/2007 11.46