Del Turco aggredisce verbalmente una giornalista. L'Ordine interviene

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Insulti a una giornalista, ieri dopo il Consiglio regionale. L'Ordine dei giornalisti a Del Turco: «grave attaccare chi fa il suo dovere». «Il vezzo di attaccare i giornalisti che fanno il proprio lavoro, accusandoli di responsabilità che non hanno, è duro a morire», scrive in una nota l'Ordine.
«Una pratica esercitata prevalentemente dal mondo politico che ritiene di poter continuare a declinare, in modo anacronistico, la stampa secondo la classificazione di "amici" e "nemici"» Così ieri il presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, ieri mattina, nel transatlantico dell'Emiciclo, all'Aquila, a margine dei lavori del Consiglio regionale, ha "aggredito" verbalmente la giornalista di TvUno, Matilde Albani, "colpevole" di avergli chiesto una dichiarazione per la propria emittente, affermando a voce alta, alla presenza di numerose persone, che lui con l'emittente in questione non voleva avere niente a che vedere e con quale coraggio la giornalista continuasse a lavorare in "quell'ambiente".
Poi ha aggiunto all'indirizzo della collega: «quello che avete fatto in questi due mesi è una vergogna… ma i voti ormai non li avete più».
«Non si capisce a quali voti dell'emittente il presidente Del Turco si riferisse», prosegue la nota dell'Ordine, «probabilmente agli ascoltatori dell'emittente stessa che, invece, viene "visitata", stando ai dati degli ascolti, da un gran numero di persone. Ma si tratta di valutazioni. Quello che non può essere concesso alla libera valutazione soggettiva, invece, è la non proprio istituzionale discrezionalità con la quale il presidente della Regione sembra decidere di concedersi ai mezzi di informazione e l'irruenza (che tradisce più di qualche nervosismo) che scarica su inermi colleghi che svolgono il fondamentale, per la vita democratica, esercizio del diritto di cronaca. Non esistono giornalisti "amici" o "nemici"», continua la nota, «esistono giornalisti e mezzi di informazione che sono chiamati a svolgere il fondamentale ruolo di controllo delle azioni dei poteri (come quello politico) che incidono in modo determinante sulle condizioni di vita delle persone. E' bene che anche il presidente della Regione si rassegni ad aggiornare la sua cognizione sul ruolo dell'informazione».


24/10/2007 8.09