Tassisti chietini ancora sul piede di guerra

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Guerra tra tassisti in Abruzzo. Quelli di Chieti vengono sistematicamente ostacolati e impossibilitati a lavorare allo scalo abruzzese Liberi.
«L'aeroporto Pasquale Liberi, denominato aeroporto internazionale d'Abruzzo», spiega il consigliere comunale di Chieti Raffaele Di Felice (Udc), «è per la quasi totalità localizzato nel territorio di San Giovanni Teatino, provincia di Chieti, e quindi nel cuore dell'area metropolitana Chieti-Pescara. Da anni ai tassisti teatini è vietato svolgere la propria attività all'interno dello scalo, malgrado la legge preveda per i tassisti dei capoluoghi di regione e di provincia il regolare servizio di piazza nello scalo. E' in atto, dunque, una palese discriminante nei confronti degli operatori teatini da parte dell'amministrazione aeroportuale, Enac».
E' un problema già sollevato da tempo che per il passato ha fatto infuriare alcuni lavoratori e fatto perdere una fetta di clienti e guadagni.
Sull'argomento Di Felice interroga il sindaco Ricci: «il primo cittadino», sostiene il consigliere di minoranza, «deve prendere una posizione vista la grave discriminazione in atto sui tassisti della nostra città. Inoltre, visto che recentemente è stato ribadito che il servizio di taxi all'aeroporto è consentito solo agli operatori di Pescara e San Giovanni Teatino, (centro questo al momento sprovvisto di servizio taxi), non sarebbe male chiedere con urgenza la modifica della denominazione dello scalo, declassandolo da aeroporto internazionale d'Abruzzo ad aeroporto intercomunale Pescara-San Giovanni Teatino».
De Felice ha inoltre ricordato che il presidente della Confartigianato Taxi Chieti Luigi Colalongo ha «inutilmente segnalato l'anomalia» ai rappresentanti di enti ed amministrazioni pubbliche

23/10/2007 8.17