Swap e debiti: rischio di indebitamento alto ma non c'è prova definitiva

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Un primo Swap al Comune di Pescara nel 2003, amministrazione Pace, fu approvato all'unanimità dal consiglio comunale l' 8 maggio 2003. 81.168.133 milioni di mutui a tasso fisso divisi esattamente a metà tra Unicredit Banca e Banca Nazionale del Lavoro spalmati in 15 anni.  CHE COSA SONO GLI SWAP E LE ACCUSE DI FI GUARDA LA PUNTATA DI REPORT

PESCARA. Un primo Swap al Comune di Pescara nel 2003, amministrazione Pace, fu approvato all'unanimità dal consiglio comunale l' 8 maggio 2003.
81.168.133 milioni di mutui a tasso fisso divisi esattamente a metà tra Unicredit Banca e Banca Nazionale del Lavoro spalmati in 15 anni.


 CHE COSA SONO GLI SWAP E LE ACCUSE DI FI

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L'argomento molto ostico diventerebbe molto semplice se si riuscisse ad analizzare nella loro interezza le operazioni finanziarie sottoscritte e non solo nella loro fase iniziale.
La giunta, come si capisce dalla relazione del dirigente dell'epoca, affidò direttamente ai due istituti di credito un mandato congiunto per la produzione di uno studio dal quale si potesse evincere la possibilità e la convenienza del Comune a rimodulare il proprio indebitamento a lungo termine mediante l'utilizzo di strumenti di finanza derivata.
Lo studio, per ovvie ragioni, fu solo ipotetico.
«L'Ente», si legge nella relazione degli istituti di credito, «avrà un vantaggio in termini di minori interessi pagati finchè l'Euribor si manterrà nei limiti previsti nelle ipotesi proposte. L'ente pagherà uno spread, previamente concordato, se l'Euribor alle scadenze del 30 giugno e 31 dicembre di ogni anno avrà superato i limiti previsti».
In soldoni: tutte ipotesi, una vera scommessa. Un azzardo.

E SE NON DOVESSE ANDARE COSÌ?

Se tutto non dovesse procedere tranquillamente si rimoduleranno i parametri, si cercherà di rendere l'operazione vantaggiosa per il Comune, sempre a quanto hanno dichiarato le banche.
Secondo lo studio presentato la prima operazione dovrebbe portare un beneficio su tutto il periodo di 961.022,00 euro e risparmi attesi per il primo anno di 181.141,00 euro; i risparmi della seconda operazione sono rispettivamente di 421.028,00 euro e 59.373,00 euro.
Complessivamente i risparmi ipotizzati nell'arco dell'operazione ammonterebbero a 1.142.163,00 euro di cui 240.514,00 sul primo anno.
Cosa succederebbe in caso negativo e ipotizzare le ricadute negative delle casse comunali non viene nemmeno preso in considerazione, ma si sottolinea più volte che lo studio tecnico è solo una ipotesi: «le cifre riportate sono naturalmente indicative legate ad una ipotesi di andamento dei tassi e le stesse saranno fissate alle date di rilevazione dei tassi stessi».

«NELLE DELIBERE NON C'E' TRACCIA DEI POSSIBILI RISCHI»

«I rischi», ha sottolineato anche il consigliere comunale dell'Idv Carlo Costantini, «sembrano emergere dalla rilettura di tutte le delibere e le determinazioni assunte negli ultimi anni dall'amministrazione Comunale nelle quali le operazioni sono state presentate come strumento per beneficiare di tassi più bassi, rispetto a quelli praticati dalla Cassa Depositi e Prestiti e dal mercato in generale, senza alcun riferimento alle situazioni di gravissimo pericolo per i bilanci futuri dell'Ente denunciati con dovizia di particolari nella trasmissione Report».
E sono tante le operazioni di rimodulazione del debito (variazione dei tassi, della rata e del tempo di estinzione) con operazioni più o meno legate a fattori variabili.
In quasi tutti i casi manca un riscontro oggettivo nella elaborazione dell'andamento delle operazioni sul lungo periodo.

PRIMA LA CAROTA, POI IL BASTONE

Molti dei contratti sottoscritti, infatti, prevedono entrate e benefici nei primi tempi per poi pagare cifre ed interessi altissimi che decuplicano anche il valore iniziale del mutuo.
E poiché tutte le operazioni (anche quelle sottoscritte dalla giunta
Pace) sono ancora nella loro fase iniziale (scadono nel 2015) la loro gestione è sostanzialmente attiva.
Ma ci sono fondate ragioni nel ritenere che diventeranno fortemente passivi nell'immediato futuro.
Per dirlo con certezza occorrerebbe conoscere i contratti nello specifico e possedere competenze e software molto complicati.
Una prova oggettiva per fugare ogni dubbio il Comune non l'ha ancora fornita.

ALCUNE DELLE OPERAZIONI IN ESSERE

Con delibera consiliare n°257 del 18 novembre 2004 esecutiva a tutti gli effetti è stata autorizzata l'emissione del prestito obbligazionario "Comune di Pescara 4,285% 2004-2024" a tasso fisso di nominali Euro 49.734.000,00, ed il cui perfezionamento è avvenuto il
29 novembre 2004.

Con delibera di giunta n° 1027 del 6 ottobre 2005 è stata affidata alla Dexia Crediop, alla Banca Nazionale del Lavoro e alla Unicredit Banca di Impresa «l'espletamento di un operazione di analisi e studio finalizzata alla rinegoziazione del prestito obbligazionario al fine di liberare risorse economiche necessarie per sostenere i piani di sviluppo dell'Ente».
Le riorganizzazioni in atto consentirebbero «un allungamento della vita residua del prestito a 25 anni e su tale durata l'ente beneficia dell'attuale basso livello dei tassi di interesse , con riflesso immediato sull'annualità corrente determinato dallo spostamento della rata di novembre che consente di realizzare un risparmio sulla spesa di € 1.048.448,86 per interessi e di €.815.140,26 per sorte capitale ed aumentando i margini di manovra del bilancio per gli anni seguenti attraverso il pagamento di rate di ammortamento più basse».

AFFIDAMENTI DIRETTI

Il Comune, dopo aver esaminato le offerte pervenute per la ristrutturazione del debito, ha individuato in Dexia Crediop Spa, Banca Nazionale del Lavoro e Unicredit Banca d'Impresa, il pool di banche cui è stato conferito l'incarico con atto dirigenziale AN n°87 del 28.10.2005 per la prestazione di tutti i servizi connessi all'emissione di un prestito obbligazionario finalizzato al perfezionamento dell' operazione di estinzione anticipata e rifinanziamento dei mutui in essere.
Importo totale 45 milioni.

LA FORMULA DEL TASSO DI INTERESSE

Il tasso d'interesse è descritto «fisso nominale annuo (act/act) pari al Interest Rate Swap lettera di durata corrispondente alla durata finanziaria equivalente del prestito obbligazionario, rilevato il secondo giorno lavorativo antecedente al perfezionamento del prestito, maggiorato di 0,10 punti percentuali. Per durata finanziaria equivalente si intende quella corrispondente al tasso swap verso Euribor, calcolato sulla base della curva dei tassi, relativo ad un operazione finanziaria avente le medesime caratteristiche, in termini di rimborso del capitale, periodicità di corresponsione degli interessi e durata, del prestito obbligazionario».

VOTAZIONI ALL'UNANIMITA'

Cognizioni molto tecniche e specifiche che tutti i consiglieri hanno capito, sottoscritto e approvato (Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista fu l'unico di 21 presenti in aula non votare).
Certo i consiglieri si saranno di sicuro fidati di quel parere del dirigente che recita senza mezzi termini «verificata la convenienza economica dell'operazione».
Acerbo nell'occasione di quel consiglio spinse per una approfondita
riflessione: «ritengo che si tratti di una materia complessa e che seppure l'opposizione può non aver individuato tutte le questioni sul tappeto, mi sembra che abbia posto questioni sulle quali debba esserci la dovuta riflessione ed approfondimento. Io penso», disse, «che i muli che camminano senza ascoltare non siano intelligenti, quindi come Consigliere Comunale di maggioranza, non essendo un esperto della materia, io in Commissione ho votato la delibera a fiducia, come diceva l'assessore».

CONSULENZE ESTERNE MA SEMPRE A «COSTO ZERO»

Nel tempo sono state poi avviate numerose rimodulazioni per cercare di limitare gli eventuali danni. Ed ogni volta si è cercato di modificare i parametri. Ogni volta si è ricorso a consulenze esterne (ma sempre istituti bancari e mai tecnici indipendenti).
Come il caso della consulenza alla Banca Caripe per cui si è ritenuto opportuno «affidare tali attività di verifica e di studio anche per valutare nel dettaglio operazioni di gestione attiva dell'indebitamento in grado di liberare risorse economiche necessarie per sostenere i piani di sviluppo dell'ente».
Ma sempre rigorosamente «a costo zero».
«In tutte le operazioni non emergono costi di intermediazione», continua Costantini, «in un caso addirittura (deliberazione di giunta comunale n. 331 del 5.5.03) una banca paga 15.000,00 euro, pur di offrire una consulenza gratuita al Comune di Pescara».

«COSA HANNO RACCONTATO LE BANCHE AL COMUNE?»

«Se, dunque, anche il Comune di Pescara e, con esso, i contribuenti pescaresi», ha ammonito Costantini, «saranno costretti a subire le gravissime perdite emerse nelle realtà locali passate sotto la lente di ingrandimento dalla trasmissione Report, allora vorrà dire che: o le banche hanno rappresentato agli amministratori ed ai dirigenti incaricati in modo fraudolento una situazione diversa da quella reale; o alcuni amministratori ed i dirigenti incaricati hanno rappresentato ai componenti la giunta ed il consiglio comunale in modo fraudolento una situazione diversa da quella reale. In entrambi i casi, anche se per responsabilità diverse, risulterebbero viziate la volontà ed il consenso espressi dagli organi comunali che hanno dato il via libera alle operazioni e potrebbero, a mio parere, ricorrere anche le condizioni per ottenere l'annullamento dei contratti».
Accuse al Comune arrivano anche dalla lista civica "Pescara in comune"
legata al movimento di Beppe Grillo.
«L'amministrazione glissa e non c'è trasparenza», dicono, «a quanto ammonta l'esposizione debitoria del Comune nei confronti degli istituti di credito? E' possibile che i cittadini non debbano sapere di quanto sono indebitati e quanto dovranno pagare negli anni futuri per le scelte avventurose dei propri amministratori?».


20/10/2007 10.27