Pescara, capoluogo spendaccione per consumo di acqua

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Con quasi 92 m3 di utilizzo di acqua destinato all’uso domestico per abitante i cittadini del capoluogo pescarese, nel corso dell’anno 2006 sono risultati essere i più spreconi tra le province della regione Abruzzo.
Un dato negativo considerando che il consumo di acqua nel 2000, sempre nella provincia di Pescara non raggiungeva gli 85 m3. E se si continuerà su quest'onda ad ogni rivelazione potrebbe andare peggio.
Questo è quanto emerge da un'analisi svolta dall'Istat, Osservatorio Ambientale sulle città i cui dati per la regione Abruzzo sono stati rielaborati dall'agenzia giornalistica Dalla A alla V.
Probabilmente, quindi, i ripetuti avvisi di usare l'acqua con più oculatezza sono realmente motivati.
Ma non tutti gli abruzzesi consumano senza badare a spese. I cittadini più controllati nell'utilizzo di acqua per uso domestico, sempre considerando lo stesso periodo, risiedono nelle province de L'Aquila (59,6 m3 per abitante) e Teramo (59,4 m3 per abitante).
In entrambi i capoluoghi si è registrata una tendenza a fare molta attenzione all'uso domestico di questo bene, sempre più prezioso considerando anche la siccità che colpisce, ormai da un lungo periodo, il Belpaese.
Infatti nel 2000 registravano un consumo pro-capite rispettivamente pari a 67,8 m3 e 66,9 m3. Dunque un ottimo risultato considerando che il consumo pro-capite a livello nazionale risulta essere pari al 70m3.
19/10/2007 11.02