La guardia di finanza scova 24 lavoratori in nero

Alessandro Biancardi

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CHIETI. 24 lavoratori in nero, quasi tutte donne. E' questo il "bottino" della Guardia di Finanza di Chieti dopo una settimana di indagini per scovare lavoro in nero e lavoro irregolare nel settore dell'industria manufatturiera.
L'attività ha coinvolto le Fiamme Gialle di tutto il territorio provinciale (Chieti, Vasto, Lanciano e Ortona) coordinati dal comandante provinciale di Chieti, il colonnello Gioacchino Angeloni.
Molteplici i controlli, 24 i lavoratori in nero sorpresi a lavorare Senza essere stati assunti dai rispettivi datori di lavoro, in aperta violazione alla normativa in materia previdenziale ed infortunistica.
Nel corso di un controllo all'interno di un laboratorio, ai limiti del rispetto della normativa in materia igienico-sanitaria, sono state scoperte 6 lavoratrici di origine cinese sprovviste del permesso di soggiorno.
Per una lavoratrice sono scattate le manette (successivamente è stata rimessa in libertà) perché a suo carico era stata già emesso un decreto di espulsione dal questore di Teramo, per le altre 5 lavoratrici è stato emesso dal questore di Chieti il decreto di espulsione per il mancato rispetto della normativa sull'immigrazione.
E' scattata la denuncia a piede libero anche per il datore di lavoro, «per aver tratto ingiusto profitto dalle condizioni di illegalità dei lavoratori stranieri favorendone la loro permanenza nel territorio dello stato senza il permesso di soggiorno».
Grazie all'ultima legge Finanziaria le sanzioni per l'omessa esibizione e l'omessa istituzione del libro paga o del libro matricola sono state inasprite e si va da un minimo di 4.000 ad un massimo di 12.000 euro (in precedenza la sanzione prevista era da €. 25 ad €.
154).
«L'utilizzo di manodopera irregolare», ha spiegato il comandante Angeloni, «è deleteria per il mercato del lavoro e dei beni. Infatti incide su più fronti il mancato adempimento degli oneri contributivi e fiscali, oltre a causare pesanti ricadute sul gettito erariale, consente alle aziende che si avvalgono di manodopera irregolare o addirittura in nero di abbattere in maniera significativa i costi di gestione e, quindi, di offrire prodotti, beni e servizi a prezzi di mercato particolarmente concorrenziali».

19/10/2007 9.57