«Rom non vuol dire delinquente»

Alessandro Biancardi

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«Rom non vuol dire delinquente»
LA DIFESA. PESCARA. Dopo l'operazione di polizia di ieri, Nazzareno Guarnieri, un rom abruzzese e presidente dell'organizzazione RomSinti@Politica assicura: «non siamo tutti delinquenti». «Perché tanto odio verso i Rom?», si domanda, «eppure questa minoranza vive in Abruzzo da oltre 600 anni e nelle vene di tanti abruzzesi, scorre sangue zingaro».
Lo stesso Guarnieri esprime la sua gratitudine a tutte le forze dell'ordine «per il gran lavoro che svolgono a tutela di tutti i cittadini», un lavoro che secondo lui «è vanificato dall'assenza di corrette politiche».
In tutta Italia come in Abruzzo dove «non c'è alcuna programmazione coerente» ma un costante «disimpegno pregiudiziale».
«I delinquenti, i criminali, a qualsiasi etnia appartengono devono essere perseguiti e condannati, il reato è personale e non di etnia», continua Guarnieri.
E il rappresentante dell'organizzazione insiste: «non si può dire che tutti i rom sono delinquenti se qualcuno delinque, come non si può dire che gli Italiani sono delinquenti se qualcuno è mafioso o camorrista».
Il presidente dell'associazione ricorda che non è la prima volta che in Abruzzo viene applicata la legge sul sequestro preventivo, «qualche anno fa ad una famiglia rom di Montesilvano fu sequestrato preventivamente un miliardo delle vecchie lire e dopo qualche mese restituito perché accertato che provenivano da attività lecita; la stessa cosa è accaduto qualche decennio fa ad una famiglia rom di Città S. Angelo e ad un'altra famiglia rom di Sulmona».
Ed è certo, continua Guarnieri, «che degli zingari si conosce solo la negatività, grazie alla politica ed ai mezzi di comunicazione, mentre la grande positività è totalmente ignorata».
Tra le vicende che hanno poco risalto mediatico ma che fanno capire la realtà del microcosmo zingaro ricorda le storie di chi per sfuggire alla discriminazione ha inoltrato la richiesta del cambio del cognome, «perché se ti chiami Di Rocco, Spinelli, Guarnieri, Ciarelli, oppure se non rinneghi la tua storia di essere Rom nessuno ti dà lavoro».
Tanti minori rom in Abruzzo, assicura ancora Guarnieri, «sono privati dei più elementari diritti del fanciullo in modo diretto ed indiretto sia dagli Enti Locali e delle Istituzioni preposte, sia dalle loro famiglie. La colpa di questi minori è di esseri nati in una minoranza etnica pregiudizialmente esclusa ed emarginata. E cosa potranno fare quando saranno adulti?» Eppure oggi il popolo zingaro viene visto sempre più con diffidenza sebbene, «gli archivi e le pubblicazioni locali narrano come persone del gruppo Rom Abruzzesi hanno concorso alla crescita umana e culturale della regione Abruzzo ed alla difesa delle libertà e della democrazia. Durante la seconda guerra mondiale molti giovani Rom Abruzzesi hanno partecipato attivamente al conflitto bellico e si unirono ai gruppi partigiani di Abruzzo, Molise e Marche; la partecipazione alle bande partigiane è stata tanto sentita da attribuire ad essa un pseudonimo, infatti i Rom. Mai nessuno di questi», aggiunge, «ha fatto richiesta di pensione di guerra, pur avendone diritto, non si tratta di un gesto eroico oppure una mancanza di conoscenza ma una precisa scelta nel rispetto dei valori della cultura zingara».
E sulla possibilità di una migliore integrazione si discuterà domani 18 ottobre a Pescara nella sala dei Marmi della Provincia dalle ore 16.

FORZA NUOVA ALL'ATTACCO

«La delinquenza dilaga in città, gli immigrati rappresentano una oggettiva minaccia alla sicurezza urbana, l'omicidio dell'autista russa ubriaca di Francavilla ne è l' ultimo tragico esempio, ma il comune di Pescara si preoccupa soltanto di impegnare 140.000 euro per immigrati e Rom».
E' forte l'accusa di Forza Nuova nei confronti dell'amministrazione cittadina, il giorno dopo il sequestro preventivo di 3 milioni di euro alle famiglie di rom pescaresi.
«Tutto questo è scandaloso», continua Fn, «sopratutto se letto alla luce della mancata erogazione dei fondi necessari all' insediamento di un reparto mobile di polizia in città, e a fronte delle 130 famiglie pescaresi che da ben 4 anni rimangono ingessate in lista d' attesa per l' assegnazione di una casa popolare». Il movimento politico Forza Nuova,«promette perciò battaglia fuori e se necessario anche dentro lo stesso consiglio comunale contro qualsiasi forma presente e futura di sussidio incosciente a favore dei "nuovi barbari»

17/10/2007 10.26


[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=11954]L'OPERAZIONE DI POLIZIA DI IERI[/url]