A due famiglie rom "nullatenenti" tolti beni per 3 mln di euro

Alessandro Biancardi

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A due famiglie rom "nullatenenti" tolti beni per 3 mln di euro
PESCARA. Sequestri preventivi per combattere la criminalità organizzata dei rom in città. Si tratta della prima operazione del genere a Pescara.
La Squadra mobile di Pescara ha posto sotto sequestro preventivo quattro appartamenti, tre garage, un terreno di 500 metri quadri, quattro autovetture e un libretto postale da 5.000 euro, tutto di proprietà di due famiglie di rom, gli Spinelli, che vivono tra Pescara e Montesilvano.
Il valore complessivo dei beni sequestrati è tre milioni di euro.
«Si tratta di una misura di prevenzione patrimoniale mai applicata prima d'ora a Pescara», ha spiegato la questura, «e finalizzata a colpire gli zingari ritenuti pericolosi e che vivono di proventi delittuosi».
Per la Polizia questo è solo il primo passo nella lotta ai rom che commettono attività criminali.
Gli appartamenti sequestrati si trovano tra Pescara e Montesilvano. Le indagini sono state effettuate in collaborazione con la Guardia di Finanza
Ulteriori dettagli si avranno nel corso della mattinata.
16/10/2007 10.25



Ad una speciale task force, costituita da polizia e guardia di finanza, l'arduo compito di dimostrare che non vi sono gruppi etnici privilegiati in grado di poter svolgere attività illecite e rimanere impuniti.
Questa è la "leggenda" che corre di bocca in bocca nel pescarese e che vuole furbizia ed impunità in capo alle famiglie zingare.
"Leggenda metropolitana" è appunto il nome dell'operazione di questa mattina.
Così la questura di Pescara ha deciso di rispolverare -e soprattutto di applicare- la legge sull'antimafia, poi successivamente modificata nel 1990, che prevede l'istituto del "sequestro anticipato", una vera e propria misura di prevenzione rivolta al patrimonio (non dunque un procedimento penale) per togliere linfa vitale a quei gruppi che normalmente utilizzano la ricchezza per compiere attività delinquenziali.
E' quello che è successo questa mattina a due note famiglie del pescarese: gli Spinelli di Camillo e Guerino che abitano a Pescara (via Stradonetto) e Montesilvano (via Marche).
Le indagini effettuate hanno dimostrato l'attualità della pericolosità sociale di alcuni soggetti appartenenti alle due famiglie di zingari che, secondo le forze di polizia, «vivono del provento di attività delittuose come lo spaccio di droga, l'usura ed l'estorsione».
Gli accertamenti patrimoniali effettuati a carico di queste persone hanno così facilmente evidenziato che alcuni componenti, nonostante la totale mancanza di reddito dichiarato negli ultimi cinque anni, risultano comunque essere proprietari di beni e conti correnti.
Insomma un reddito non solo non dichiarato ma anche non giustificato, almeno da attività lecite.

Questa mattina all'alba, dunque, è scattata la prima fase dell'indagine: sono state richieste 25 misure di prevenzione personale che si vanno ad aggiungere ad oltre 20 misure di sorveglianza speciale già concesse in passato, oltre a misure di prevenzione patrimoniali che mirano alla confisca (perdita totale della proprietà) con il primo passo che prevede appunto il sequestro anticipato.
Il decreto di sequestro è stato firmato dal presidente del tribunale di Pescara su richiesta avanzata dal questore.
Il valore complessivo dei beni sequestrati ammonta a circa € 3 milioni.

E' una sorta di apripista questo nuovo modo di agire delle forze dell'ordine che mira a scardinare le associazioni a delinquere colpendoli nel profondo del loro portafogli.
Gli inquirenti non nascondono che la “novità” possa costituire una sorta di precedente per un grosso numero di operazioni simili che sarebbero già pronte per essere portate a termine e che potrebbero di fatto ostacolare moltissime attività illecite.
Entro 30 giorni il collegio nominato dal presidente del tribunale deciderà sulla eventuale convalida del sequestro operato oggi, dopodichè potranno essere presentati i ricorsi dei proprietari. Mentre, secondo gli inquirenti, si tratterà di attendere «mesi, non anni» per arrivare all'ultimo passo che è quello della confisca.
Esattamente come accaduto -non spessissimo- in Calabria e Sicilia per i beni confiscati alla mafia e poi diventati immobili pubblici e fruibili dalla cittadinanza.

Oggi sono stati sequestrati quattro appartamenti, tre dei quali ubicati a Pescare e uno a Montesilvano, 3 garage, un terreno di circa 500 m² già spianato e pronto per l'edificazione, 3 autovetture di grossa cilindrata, un motociclo ed un libretto postale con un saldo di circa 5.000 euro.
Gli immobili sono stati affidati in custodia ai proprietari ed inquilini, mentre le autovetture alla custodia giudiziale.
I beni sono tuttora intestati a Camillo Spinelli di Pescara nato nel 1941, capofamiglia e marito di Vincenza De Rosa, nata nella provincia di Campobasso nel 1944, e Marco, figlio dei due, nato nel 1983.
La seconda famiglia fa capo a Guerino Spinelli nato nel 1966 a Chieti sposato con Maria nata a Vasto.

Insomma potrebbe essere l'inizio di un nuovo metodo per combattere la malavita organizzata.
Impossibile dire, però, per quale ragione "l'esperimento" che si fonda su leggi che risalgono al 1990 sia stato tentato solo oggi.

I MECCANISMI DEL SEQUESTRO ANTICIPATO

Il sequestro anticipato rientra a tutti gli effetti tra le misure di prevenzione che si differenziano dalle sanzioni penali perché non presuppongono la commissione di un reato né la conclusione di un procedimento penale.
La caratteristica di queste misure è quindi fondamentalmente quello di prescindere dall'accertamento della commissione di un reato specifico e di essere applicabile ai soggetti pericolosi per la sicurezza pubblica.
I destinatari delle misure di prevenzione non sono quindi persone che abbiano commesso necessariamente un reato ma persone ritenute pericolose per la società e che si ritiene abbiano attitudine a compiere reati e che vivano abitualmente del provento di attività delittuose.
Presunzione, in questo caso, accertato dalle indagini svolte dalla Guardia di Finanza sui beni e sulle dichiarazioni dei redditi.
Tali misure possono essere erogate agli appartenenti alle associazioni tipo mafioso o camorristiche o comunque a sodalizi che abbiano finalità simili, alle persone dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti, a coloro che si dedicano abitualmente all'estorsione, ai sequestri di persona, al riciclaggio, all'usura, al contrabbando.

16/10/2007 15.42