Ciclismo: morto Vito Taccone, Camoscio d'Abruzzo

Alessandro Biancardi

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Ciclismo: morto Vito Taccone, Camoscio d'Abruzzo
AVEZZANO. E' morto l'ex Camoscio d'Abruzzo. Un infarto lo ha stroncato. Il popolare sportivo abruzzese, finito qualche settimana fa in una inchiesta, ancora in corso - riguardante la contraffazione di marchi di capi di abbigliamento aveva gridato a tutti «non fatemi fare la fine di Enzo Tortora». (Nella foto di Antonio Oddi, Taccone la settimana scorsa) LA CARRIERA - I MESSAGGI DI CORDOGLIO
Lo aveva detto. Lo aveva gridato a tutti. La scorsa settimana si era anche incatenato davanti al tribunale di Avezzano per chiedere un processo giusto e rapido.
Voleva incontrare il magistrato, raccontargli la sua versione dei fatti. Farlo in fretta, per togliersi di dosso una macchia troppo infamante.
Che non lo facesse logorare dentro. Che non lo facesse ammalare. Ma invece il suo cuore ha ceduto, nonostante la tempra da sportivo.
A 67 anni se ne è andato con un infarto che lo ha stroncato sul colpo. Era nella sua casa di Avezzano, in via Mazzarino 70. Ha avvertito un malore, ha chiamato la moglie.
Ma l'ambulanza è arrivata quando lui ormai era morto. Oggi resta un dubbio, che per molti è una certezza.
La morte di quest'uomo che ha gridato la sua innocenza fino ad incatenarsi non è una morte casuale.
E lui probabilmente lo sapeva che sarebbe andata a finire così. Conosceva il suo corpo, come ogni sportivo e aveva chiesto di non fargli fare la fine di Enzo Tortora, arrestato ingiustamente e che dopo quell'arresto si ammalò.
Dopo aver concluso la carriera da ciclista, Taccone aveva intrapreso quella di imprenditore, non disdegnando neppure l'attività di commentatore televisivo in occasione di grandi competizioni ciclistiche. Era titolare di due aziende, una di liquori (Amaro Vito Taccone) e una di abbigliamento sportivo (Vima). Negli ultimi anni si era avvicinato alla politica con il Partito Repubblicano e con questo o con liste civiche si era candidato alla Provincia de L'Aquila, e, quest'anno, al comune di Avezzano.
Si svolgeranno alle 11 di domani, martedì 16 ottobre, ad Avezzano i funerali dell'ex campione di ciclismo. Il rito sara' officiato alle ore 11 nella chiesa di San Giovanni, a poca distanza dall'abitazione della famiglia Taccone.

DUE GIORNI DI LUTTO CITTADINO

Il sindaco Antonio Floris, in seguito alla morte di Vito Taccone, il "Camoscio d'Abruzzo", ha ordinato di esporre, da subito, le bandiere degli uffici pubblici a mezz'asta proclamando, fino a domani, «il lutto cittadino».
«Il sindaco e l'amministrazione comunale – scrive Floris in una nota - esprimono il loro più sentito cordoglio per la morte di Vito Taccone. Le imprese ciclistiche del "Camoscio d'Abruzzo"
hanno consegnato Lui alla storia sportiva del nostro paese e hanno fatto conoscere a tutta l'Italia la sua terra d'origine. La grinta ed il coraggio con i quali ha sempre combattuto le Sue battaglie rimarranno indimenticabili nella memoria degli sportivi italiani».


15/10/2007 10.12


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LA CARRIERA( da Wikipedia)

Esordì fra i professionisti nel 1961, raccogliendo nella sua carriera importanti risultati agonistici. Venne soprannominato "il camoscio d'Abruzzo" non solo per le sue qualità di scalatore, ma anche per il suo carattere irruento.
Nel 1961 vinse il Giro di Lombardia che percorreva quell'anno il durissimo Muro di Sormano.
Durante il Tour de France del 1964 venne accusato di aver causato diverse cadute negli arrivi in volata per i suoi scatti scomposti; la tensione con gli altri atleti culminò in una scazzottata con il corridore spagnolo Fernando Manzaneque. Da allora rifiutò di prendere parte alle successive edizioni di quella corsa.
Le sue vittorie: Giro di Lombardia 1961, Giro del Piemonte 1962, Giro di Toscana 1963, Giro della Campania 1964, Milano-Torino 1965, Trofeo Matteotti 1966. Secondo posto nelle competizioni Coppa Agostoni 1963, Tirreno-Adriatico 1966, Campionato italiano di ciclismo su strada 1967, Giro di Romagna 1968, Giro della Provincia Di Reggio Calabria 1969

PALMARES

1961: Giro di Lombardia, 10^ tappa Giro d'Italia (Bari - Potenza), Classifica GPM al Giro d'Italia, Tre Giorni del Sud, 1^ tappa 2^ semitappa Tre Giorni del Sud (Capracotta - Isernia 101km.), 3^ tappa Tre Giorni del Sud (Cronometro, Matese - Matese 12,1km)
1962: Giro del Piemonte, Circuito di Giulianova.
1963: 10^ tappa al Giro d'Italia (La Spezia - Asti), 11^ tappa al Giro d'Italia (Asti - Oropa), 12^ tappa al Giro d'Italia (Biella - Leukerbad), 13^ tappa al Giro d'Italia (Sierre - St. Vicent), 19^ tappa al Giro d'Italia (Belluno - Moena), Classifica GPM al Giro d'Italia, Giro di Toscana, 2^ tappa 1^ semitappa Giro di Sardegna (Olbia - Tempio Pausania km.), 2^ tappa 2^ semitappa Giro di Sardegna (Tempio Pausania - Alghero 129km.), Circuito di Avezzano, 1^ tappa Tempio di Pausania
1964: Giro della Campania, Marina di Massa-Pian de la Fioba, 1^ tappa Giro di Romandia (Geneve - Ovronnaz)
1965: Milano-Torino, Circuito di Teramo
1966: 1^ tappa Giro d'Italia (Montecarlo - Diano Marina), Trofeo Matteotti, 6^ tappa Giro di Svizzera (Zug - Rorschach)
1967: Circuito di Chieti
1968: 5° classificato nel Campionato del mondo di ciclismo su strada, disputato ad Imola, Gp. Marina di Massa, Circuito di Pagliela, Marina - Plan di Fioba

AL GIRO D'ITALIA
• Giro d'Italia 1963: 4° in classifica finale a 5'21" da Franco Balmamion
• Giro d'Italia 1964: 6° in classifica finale a 11'50" da Franco Balmamion
• Giro d'Italia 1965: 6° in classifica finale a 15'33" da Vittorio Adorni
• Giro d'Italia 1966: 9° in classifica finale a 11'42" da Gianni Motta


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I MESSAGGI DI CORDOGLIO

BANDIERE A LUTTO IN REGIONE

Bandiere a lutto per la scomparsa di Vito Taccone, "Il Camoscio d'Abruzzo". Lo ha deciso il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, subito dopo aver appreso la notizia della morte del ciclista marsicano.
«Vito Taccone è stato un grande abruzzese», ha scritto il presidente della Regione nel suo messaggio di cordoglio.
«Della sua terra aveva tutte le caratteristiche più belle. Ed anche nelle sue esagerazioni c'era la misura di un orgoglio che nasceva da una insopprimibile voglia di riscatto. La sua carriera sportiva - ricorda ancora Del Turco - è una leggenda del ciclismo italiano. Le sue vittorie sono state anche le vittorie di un popolo che trovava nelle sue gesta lo spirito per un vero e spontaneo sentimento unitario. La Regione mette a lutto le sue bandiere - conclude il presidente Del Turco - perché gli anziani ricordino e i giovani sappiano».

ERMANNO MORELLI (CONI)

«Il mondo dello sport accoglie con tristezza e rammarico la notizia dell'improvvisa morte di Vito Taccone e si stringe commosso ai familiari che hanno subito una perdita tanto grave»., ha detto il presidente del Coni Abruzzo, Ermanno Morelli. «Vito Taccone, con le sue indimenticabili imprese sportive», ha aggiunto, «ha rappresentato e rappresenterà sempre un simbolo per la nostra regione, per il mondo del ciclismo e per lo sport in generale. Taccone è stato uno dei punti di riferimento per intere generazioni di sportivi ed ha fatto di modestia e professionalità non solo il proprio biglietto da visita, ma un modo di essere e di approcciarsi allo sport ed agli sportivi».

CHIAVAROLI (FI):«SE NE VA UN CAMPIONE DI SPORT E DI COSCIENZA CIVICA»


«La morte di Vito Taccone addolora profondamente perché se ne va una persona perbene, un grande campione sportivo che ha dato lustro all'Abruzzo, un uomo che ha testimoniato in maniera nobile il valore dell'impegno civico e politico».
E' il commento di Riccardo Chiavaroli portavoce di Forza Italia.
«Non sappiamo se e in quale misura le vicende che lo hanno toccato nei mesi scorsi, abbiano scalfito il suo forte cuore, ma certo è che mai come oggi il suo paragonarsi a Enzo Tortora - e al tempo stesso NON voler fare quella fine – sia diventata una tragica coincidenza. Credo che oggi il modo migliore di ricordarlo sarà, dovunque, quello di assumere l'impegno ai diversi livelli di responsabilità, di operare per una Giustizia rapida e davvero giusta. Ciao Campione!»

15/10/2007 11.29

COMUNE DELL'AQUILA:«UN LEGAME MOLTO FORTE CON L'AQUILA»

«La città dell'Aquila partecipa al dolore della famiglia e della comunità abruzzese per la perdita di Vito Taccone». Lo ha dichiarato il sindaco Massimo Cialente, appresa la notizia della morte del “Camoscio d'Abruzzo”.
«Con le sue imprese – ha affermato Cialente, che ha inviato un telegramma di cordoglio alla famiglia – sono state scritte alcune tra le più belle pagine del ciclismo e dello sport nazionale e internazionale».
Il sindaco dell'Aquila ha inoltre sottolineato «il profondo legame di Vito Taccone con il capoluogo abruzzese. Decisivi i suoi interventi, negli scorsi anni – ha proseguito Cialente – per la sistemazione della pista dello stadio Fattori e il passaggio di tappe del Giro d'Italia nella nostra città. Il lutto, pertanto, colpisce profondamente gli aquilani, che gli rivolgono un sentito pensiero di gratitudine».

Anche la Provincia dell'Aquila esprime cordoglio per la prematura scomparsa di Vito Taccone e si stringe al dolore dei familiari.
«Protagonista di mille vittorie e di innumerevoli imprese sportive, che hanno emozionato e inorgoglito gli abruzzesi. Carattere forte e caparbio, talvolta ruvido- ha ricordato la presidente Pezzopane- sapeva appassionarsi per lo sport e per la sua terra. Entusiasmi che abbiamo condiviso e che ci hanno convinto a portare nella nostra provincia una delle tappe del Giro d'Italia».

15/10/2007 15.19

DI LUCA:«UN GRANDE SIMBOLO DELLA MIA TERRA»

Danilo Di Luca ricorda commosso Vito Taccone, scomparso nella notte nella sua casa di Avezzano in seguito a un attacco cardiaco.
«Era un simbolo, un grande simbolo della mia terra - le parole del vincitore dell'ultimo Giro d'Italia, «L'ho incontrato l'ultima volta prima del Giro e lui mi disse che alla Liegi mi aveva visto davvero bene e che secondo lui avrei potuto vincere. Vito ha creduto in me fin dal primo momento e la sua scomparsa mi riempie davvero di dolore, anche perché nel ciclismo credo di aver preso la sua eredità».