Alluvione, Ginoble: «270 uomini al lavoro nelle zone colpite»

Alessandro Biancardi

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TORTORETO (TE). Nella notte tra sabato e domenica scorsi sono caduti sul territorio del comune di Tortoreto 200 millimetri di pioggia in 17 ore. Un evento eccezionale che però non ha messo in crisi il sistema della Protezione civile regionale che ha reagito con tempestività e prontezza, «evitando che i danni potessero essere ben più gravi».

TORTORETO (TE). Nella notte tra sabato e domenica scorsi sono caduti sul territorio del comune di Tortoreto 200 millimetri di pioggia in 17 ore. Un evento eccezionale che però non ha messo in crisi il sistema della Protezione civile regionale che ha reagito con tempestività e prontezza, «evitando che i danni potessero essere ben più gravi».


Ieri è arrivata la dichiarazione di stato di Calamità, oggi l'assessore regionale alla Protezione civile, Tommaso Ginoble, ha affermato che i danni potevano essere ben peggiori, ma che la Protezione Civile ha svolto perfettamente il proprio ruolo.
Dalle prime ore di domenica scorsa nelle zone colpite di Tortoreto, il più devastato, Alba Adriatica e Martinsicuro sono al lavoro 270 volontari, con mezzi provenienti dalle regioni Marche, Emilia Romagna e Lazio e 15 Sezioni operative dei Vigili del fuoco, coadiuvati dai Comandi regionali di Toscana e Lazio.
Ginoble ha sottolineato la sollecitudine con cui è stata firmata l'ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri, che è propedeutica alla successiva ordinanza di assegnazione fondi. L'assessore ha anche annunciato che, a questi fondi di provenienza statale, se ne andranno ad aggiungere altri (circa 2 milioni di euro)attinti dal Fondo di Protezione civile regionale.
«Ma prima di arrivare a questo - ha detto l'assessore - bisognerà fare la stima dei danni che dovrà essere la più precisa e tempestiva possibile».
Alla conferenza di stamane ha preso parte anche una delegazione di cittadini ed operatori economici operanti nella zona che ha chiesto al responsabile della Protezione civile certezza in ordine ai tempi di ripartizione delle risorse. Ginoble ha risposto assicurando che i primi contributi saranno destinati al ripristino dei canali di scolo, la cui occlusione, dovuta ad un uso del territorio non sempre corretto, è stata una delle cause principali del disastro.
«Se un paese in trent'anni è cresciuto male, come del resto tutti i paesi rivieraschi - ha concluso Ginoble - è un fatto che non può essere addebitato a qualcuno in particolare, ma è comunque qualcosa sulla quale riflettere per trovare le soluzioni migliori e per evitare il ripetersi di simili situazioni».
13/10/2007 12.56