Acqua nella Val Pescara: sit-in davanti all’assessorato alla Sanità

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il Wwf ha consegnato agli inquirenti un dossier con i dati ufficiali Arta sui Pozzi S. Angelo: negli ultimi 3 anni decine i superamenti dei valori di riferimento dell’OMS e degli stessi limiti del Decreto 31/2001 sulla potabilità.
Questa mattina gli attivisti del WWF, dell'Abruzzo Social Forum e di Marevivo.org hanno manifestato con un sit-it davanti all'assessorato regionale alla Sanità sulla questione dell'acqua servita ai cittadini di tutta la Val Pescara nell'ambito della “24 ore per l'acqua pulita”.

Con striscioni, volantini, documenti ufficiali alla mano, hanno chiesto risposte all'assessore Mazzocca circa la richiesta di svolgere un'indagine epidemiologica nella Val Pescara e un'analisi del rischio a cui sono stati esposti i cittadini. Le stesse richieste sono state avanzate dai consigli comunali dei due maggiori centri della Val Pescara.
L'assessore Mazzocca ha incontrato i rappresentanti delle associazioni promotrici davanti all'assessorato ed ha manifestato attenzione per l'iniziativa, dichiarandosi favorevole all'indagine epidemiologica nella Val Pescara.
A questo primo incontro ne è seguito subito un altro con il Direttore dell'Agenzia Sanitaria regionale, Di Stanislao, per le prime valutazioni del caso.
«Sono evidenti e chiari», ha spiegato il Wwf, «i rischi per i cittadini connessi all'utilizzo dei Pozzi S. Angelo, che per circa trent'anni sono stati sfruttati per dare acqua alla Val Pescara e che hanno, a monte, un sito chimico come quello di Bussi attivo da oltre cento anni e in cui sono stati utilizzati decine e decine di composti chimici pericolosissimi».
Il WWF ha raccolto in un dossier finale che è stato consegnato agli inquirenti l'elenco di tutti i superamenti dei limiti dettati dal Decreto sulle Acque destinate al consumo umano e dei valori di riferimento per alcune sostanze indicati dall'Istituto Superiore di Sanità.
«Il silenzio delle autorità sanitarie è talmente assordante che», rivela il WWF, «siamo giunti al paradosso che l'ATO due settimane fa ha chiesto ufficialmente al WWF l'elenco delle sostanze che bisognerebbe cercare nelle analisi».
Il WWF, ribadendo la propria netta contrarietà all'uso di quei pozzi, ha dato alcune indicazioni che sarebbero state ovvie fin dal 2004 quando, nella relazione sullo stato ambientale dei pozzi e delle aree industriali a monte, la Regione e l'Arta segnalarono decine di sostanze tossiche nelle falde e nel fiume, con concentrazioni pazzesche (ad esempio il tetracloroetilene nella falda di sub-alveo del Tirino era 4000 volte superiore ai limiti per identificare un sito inquinato)».
«I cittadini sono preoccupati perchè le sostanze riscontrate dall'ARTA nelle analisi hanno effetti simili, con tossicità su fegato e reni», ha spiegato Loredana Di Paola di Marelibero.org. «Gli studi che chiediamo dovranno affrontare anche il problema del cosiddetto effetto cocktail. Tra l'altro gli stessi consigli comunali di Pescara e Montesilvano hanno votato risoluzioni contenenti le stesse richieste».

12/10/2007 15.26