Centro Oli di Ortona: il Wwf scrive al Ministro dell’Ambiente

Alessandro Biancardi

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Centro Oli di Ortona: il Wwf scrive al Ministro dell’Ambiente
ORTONA. Il WWF ha inviato una nota al Ministro dell’Ambiente affinché si attivi per impedire che la realizzazione del Centro Oli comprometta definitivamente l’istituzione del Parco della Costa Teatina. La legge riconosce, infatti, al Ministro la possibilità di intervenire per evitare danni ambientali, in particolare nelle aree già individuate per l’istituzione di aree protette. DI STEFANO, AN: «UNA PROPOSTA DI LEGGE CONTRO NUOVE INDUSTRIE INSALUBRI»

Nei giorni scorsi, il Presidente del Wwf Italia, Enzo Venini, nel corso di un incontro con il Ministro Pecoraro Scanio, aveva sollevato la questione del Centro Oli evidenziandone l'incompatibilità con un'area naturale protetta. La vicenda sarà poi oggetto di un'ulteriore approfondimento in una nota che il WWF Italia sta predisponendo per il Ministero circa i pericoli che corrono i parchi nazionali italiani.
«Per la costa teatina più si chiacchiera di protezione della natura, e meno se ne fa», dichiara Dante Caserta, Presidente WWF Abruzzo.
«Qui si parla da anni di un parco nazionale, si parla di un parco regionale, si parla di riserve regionali: nel frattempo però si costruisce una strada sulla spiaggia sulla Postilli-Riccio e si mette in cantiere la costruzione di un complesso destinato allo sfruttamento petrolifero di oltre 117.000 mq, in un'area dedicata alla produzione vinicola di pregio. Si tratta», ha detto Caserta,«di un intervento che non è indicato in nessuno degli strumenti programmatori e pianificatori esistenti e che contrasta in maniera evidente con le attività agricole dell'area e con la scelta di istituire un'area naturale protetta di valenza nazionale. Come al solito, i cittadini sono stati tenuti completamente all'oscuro delle scelte che si stavano compiendo sul territorio, tanto che oggi – una volta che la notizia del progetto è stata resa di dominio pubblico – si registrano numerose prese di posizione contrarie da parte di enti locali e pubbliche amministrazioni, nonché iniziative e manifestazioni di protesta. Come WWF, avendo vissuto l'esperienza della Val d'Agri, dove da anni gli impianti petroliferi hanno bloccato lo sviluppo del parco, crediamo che l'intervento prospettato non sia assolutamente accettabile e debba essere bloccato. Se così non fosse, viene da chiedersi se non è il caso di rinunciare definitivamente alla realizzazione del parco e destinare i fondi per le aree protette ad altri luoghi d'Italia dove si vogliono compiere scelte più sostenibili».

12/10/2007 9.31


Nei giorni scorsi, il Presidente del Wwf Italia, Enzo Venini, nel corso di un incontro con il Ministro Pecoraro Scanio, aveva sollevato la questione del Centro Oli evidenziandone l'incompatibilità con un'area naturale protetta. La vicenda sarà poi oggetto di un'ulteriore approfondimento in una nota che il WWF Italia sta predisponendo per il Ministero circa i pericoli che corrono i parchi nazionali italiani.
«Per la costa teatina più si chiacchiera di protezione della natura, e meno se ne fa», dichiara Dante Caserta, Presidente WWF Abruzzo.
«Qui si parla da anni di un parco nazionale, si parla di un parco regionale, si parla di riserve regionali: nel frattempo però si costruisce una strada sulla spiaggia sulla Postilli-Riccio e si mette in cantiere la costruzione di un complesso destinato allo sfruttamento petrolifero di oltre 117.000 mq, in un'area dedicata alla produzione vinicola di pregio. Si tratta», ha detto Caserta,«di un intervento che non è indicato in nessuno degli strumenti programmatori e pianificatori esistenti e che contrasta in maniera evidente con le attività agricole dell'area e con la scelta di istituire un'area naturale protetta di valenza nazionale. Come al solito, i cittadini sono stati tenuti completamente all'oscuro delle scelte che si stavano compiendo sul territorio, tanto che oggi – una volta che la notizia del progetto è stata resa di dominio pubblico – si registrano numerose prese di posizione contrarie da parte di enti locali e pubbliche amministrazioni, nonché iniziative e manifestazioni di protesta. Come WWF, avendo vissuto l'esperienza della Val d'Agri, dove da anni gli impianti petroliferi hanno bloccato lo sviluppo del parco, crediamo che l'intervento prospettato non sia assolutamente accettabile e debba essere bloccato. Se così non fosse, viene da chiedersi se non è il caso di rinunciare definitivamente alla realizzazione del parco e destinare i fondi per le aree protette ad altri luoghi d'Italia dove si vogliono compiere scelte più sostenibili».

12/10/2007 9.31
DI STEFANO, AN: «UNA PROPOSTA DI LEGGE CONTRO NUOVE INDUSTRIE INSALUBRI»

«Una proposta di legge regionale per sospendere l'insediamento di nuove industrie insalubri classificate di prima classe che potrebbero compromettere i valori naturalistici della costa teatina» è stata presentata ieri dal consigliere segretario Fabrizio Di Stefano, coordinatore regionale di AN.
L'intervento del consigliere Di Stefano arriva dopo le polemiche delle settimane scorse e soprattutto dopo la posizione favorevole all'insediamento espressa dal presidente Del Turco che, «di fatto, ha smentito la volontà espressa al riguardo dal consiglio regionale» che il 25 settembre aveva approvato una risoluzione urgente impegnando la Giunta ad intervenire con atto proprio – ispirato ai principi di precauzione e autotutela – «affinchè il Comune di Ortona si astenesse da ogni decisione in merito non procedendo a deliberare la relativa variante urbanistica».
«A questo punto – dichiara Di Stefano – se quella risoluzione non era solo una dichiarazione d'intenti ma esprimeva, come credo, l'inequivoca volontà del consiglio regionale, questa mia proposta di legge, sulla quale auspico la convergenza di tutti i gruppi consiliari, offre l'opportunità di riaffermare l'esigenza di sospendere tali insediamenti per approfondire la questione con la necessaria serenità e consapevolezza e per permettere alla maggioranza di governo di convincere il presidente a ripensare la propria posizione. Se la volontà del consiglio sarà confermata – conclude Di Stefano – in meno di un mese questa proposta, composta di soli due articoli, sarà legge della Regione e immediatamente efficace».


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