Università: casa dello studente a Pescara? «Chieti ha perso la sua occasione»

Alessandro Biancardi

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Università: casa dello studente a Pescara? «Chieti ha perso la sua occasione»
CHIETI. La Casa dello studente avrebbe certamente rivitalizzato il centro storico di Chieti che patisce anche l'assenza di cittadini ma il Comune teatino è riuscito a farsi scappare l'occasione. E adesso l'opportunità potrebbe toccare a Pescara.

L'Azienda per il diritto agli studi universitari predisporrà il prossimo bando per la casa dello studente per la città di Pescara: a quello fatto per Chieti ha infatti risposto solo una società privata, l'Arco di Trani, proprietaria nel centro di Chieti di un ex albergo che però non ha ottenuto dal Comune il cambio di destinazione d'uso.
Ad annunciarlo sono stati ieri mattina il presidente dell'Adsu, Massimiliano Pignoli, e il dirigente della Regione Abruzzo per il diritto allo studio Giancarlo Zappacosta.
Pignoli ha evidenziato che per realizzare la casa dello studente la Regione ha già stanziato circa 500 mila euro per il triennio
2006-2008 ma che il bando era aperto anche al Comune.
«A questo punto in uno dei prossimi consigli di amministrazione - ha detto Pignoli - mi vedrò costretto a predisporre un nuovo bando in favore di Pescara. Chieti ha perso una grande occasione».
Zappacosta dal canto suo ha sottolineato come il Comune di Chieti «avrebbe potuto adibire uno degli edifici dei tre ex Ipab che proprio la Regione ha dismesso negli ultimi anni e che stanno andando in malora».
Ma l'assessore comunale all'Urbanistica di Chieti, Valter De Cesare, ha respinto le accuse del presidente dell'Azienda per il diritto agli studi universitari. «Nel nostro Piano particolareggiato - spiega De Cesare - l'edilizia universitaria è pienamente ammessa, ma se si tratta di edifici di recente costruzione, come nel caso dell'ex albergo, si può mantenere solo la destinazione attuale. A meno che non sia un soggetto pubblico a chiedere il cambiamento di destinazione, motivandolo congruamente in ordine a un interesse prevalente pubblico».
La «levata di scudi che c'é stata», secondo l'assessore «é del tutto incomprensibile. E, comunque, l'Adsu non ha presentato un progetto in tal senso».
De Cesare ha sostenuto che «una richiesta di variazione di destinazione d'uso al Comune non è mai stata formulata», ma dalla società Arco, proprietaria dell'ex albergo, è pervenuta solo «la richiesta di un parere di massima».
Per quanto riguarda le strutture ex Ipab, De Cesare ha sottolineato che «uno dei tre edifici è gravato da molti debiti ed è stato di recente sottratto alla vendita all'asta; per un altro è ancora in corso la procedura di acquisizione della proprietà; mentre è da escludere che la Casa dello studente possa trovare posto in un altro ex Ipab, ovvero il Principessa di Piemonte».

10/10/2007 9.29