Gherardo Colombo:«Non si ha voglia di far funzionare la giustizia»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Ho l'impressione che non si voglia far funzionare la giustizia, che si potrebbe porre rimedio alle falle che vi sono e che sono evidenti se solo vi fosse la volontà».
E' un altro magistrato, l'ex componente del pool Mani pulite, Gherardo Colombo, a ripetere concetti che nelle ultime ore hanno fatto infuriare il ministro della Giustizia Mastella provocando, oltre all'ennesimo caso politico-televisivo, anche una profonda spaccatura che vede da una parte alcuni magistrati emarginati o sotto attacco difesi da una buona parte dell'opinione pubblica e della società civile e, dall'altra, la classe politica quasi al completo.
L'occasione è stata fornita dalla premiazione del concorso “I giovani per la legalità” organizzato dalla Provincia di Pescara.
Colomba ha così ricordato come in realtà il sistema giudiziario è stato progressivamente impoverito nel corso degli ultimi dieci anni e come i disagi legati alla mancanza di strutture, personale e mezzi contribuiscano in gran parte a vanificare il fine di raggiungere una vera giustizia giusta.
«Ho più di 60 anni e per oltre 33 ho fatto il magistrato vedendo cambiare il paese, ricordo gli anni del terrorismo», ha detto, «più di una volta mi sono sentito isolato ma mai solo»
«Ho accettato», ha continuato, «con entusiasmo di far parte di questa giuria, perché penso che bisogna partire dalle regole, per cercare di fare dell'Italia un paese civile. E per far questo è necessario chiarirsi le idee, ripartire dal significato delle parole, riacquistarne il senso, essere coerenti con i valori che portiamo dentro e, a quel punto, partecipare. Ritengo che questo concorso abbia dato un valido contributo in tal senso: è stata un'iniziativa che ha invitato i ragazzi a pensare, a riflettere e a trasformare tutto ciò in un messaggio concreto; un'iniziativa che ha dimostrato la voglia dei giovani di impegnarsi sul serio quando sono chiamati a esprimere il loro pensiero su temi seri come quello della legalità»

IL PREMIO AD UNA SCUOLA DI NAPOLI

I ragazzi della quinta F del Liceo scientifico napoletano “Giovan Battista Vico” (anno scolastico 2006-2007) sono i vincitori della seconda edizione del concorso “I giovani per la legalità” bandito dalla Provincia di Pescara.
La proclamazione è avvenuta nel pomeriggio di ieri a Pescara, nella sala Figlia di Jorio dell'amministrazione provinciale, alla presenza del presidente dell'amministrazione, Giuseppe De Dominicis, e di Gherardo Colombo, ex componente del pool Mani pulite di Milano, che ha fatto parte della giuria del premio con la professoressa Maria Falcone, lo scrittore Carlo Lucarelli, il massmediologo Mario Morcellini, il giudice di Cassazione Pasquale Fimiani. Componenti ai quali è stato affiancato il presidente del Parlamento regionale degli studenti, Lorenzo Dell'Oso.
Secondo la prestigiosa giuria del premio, «l'elaborato (chiuso da una citazione sull'intollerabilità dell'intolleranza tratta dai “Pensieri” di Giacomo Leopardi, ndr) svela il male nella sue caratterizzazioni, nei suoi sentimenti, e in quella che in definitiva è la sua “banalità”: dalla mancanza di compassione alla gratuità dei gesti violenti, fino all'apparente vincolo di appartenenza che unisce i violenti, disperatamente protesi verso la prossima azione che ne rafforzi l'effimero mito di forza e brutalità».
Il bando di concorso della seconda edizione del premio, nato lo scorso anno all'indomani dell'incontro tenuto a Pescara dai “ragazzi di Locri”, ha puntato quest'anno con decisione sui temi dell'accoglienza e delle diversità, contro - è detto nel bando - «ogni manifestazione di violenza o intolleranza che tragga origine dalle differenze di cultura, di razza, di credo religioso, che abbia come vittime i minori o i diversamente abili, e si manifesti nelle più diverse forme individuali o di gruppo». Ai partecipanti era stata richiesta le produzione di un elaborato multimediale.
Proprio alla cruda descrizione di uno dei fenomeni che più tristemenete hanno riempito quest'anno le pagine di cronaca, come il bullismo, i ragazzi dell'Istituto presieduto da Luigi Assante, hanno dedicato il loro video, dal titolo “Intolleranza male est” che ha superato la “concorrenza” di altri 75 lavori giunti a Pescara da ogni parte d'Italia. Agli studenti napoletani (Antonio Natalino, Raimondo Mancinelli, Umberto Vitiello, Ugo Chillemi, Luca Gallo, Lucio Tufano, Antonio Schettino, Maria Luisa Lo Gatto, Matteo Nocera, Roberto Rega coordinati dalla professoressa Luisa Salerni) va il premio di mille euro attribuito al vincitore; al loro istituto, invece, vanno gli altri 5mila euro previsti dal bando, che dovranno comunque essere reinvestiti su iniziative “dedicate alla cultura della legalità”.

06/10/2007 9.29