Montesilvano, trans multati dai carabinieri «perché vestiti da donna»

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Transessuali multati dai carabinieri lungo la riviera di Montesilvano perché vestiti da donna, in base all'articolo 85 del testo unico di pubblica sicurezza del 1931. I verbali sono stati effettuati nel corso di un controllo contro la prostituzione, che ha interessato in tutto 19 tra prostitute rumene e italiane e transessuali sudamericani.   I GAY NEL MIRINO DI FN A LANCIANO

MONTESILVANO. Transessuali multati dai carabinieri lungo la riviera di Montesilvano perché vestiti da donna, in base all'articolo 85 del testo unico di pubblica sicurezza del 1931. I verbali sono stati effettuati nel corso di un controllo contro la prostituzione, che ha interessato in tutto 19 tra prostitute rumene e italiane e transessuali sudamericani.


 
I GAY NEL MIRINO DI FN A LANCIANO


Nei confronti dei transessuali - si afferma in una nota dei carabinieri del Comando provinciale di Pescara - verrà notificata la sanzione amministrativa prevista per chi «si maschera in pubblico alterano i connotati essenziali del sesso e della persona fisica».
I servizi contro la prostituzione a Montesilvano sono stati intensificati anche in seguito alle richieste del nuovo sindaco, Pasquale Cordoma (An), il quale aveva anche partecipato con i vigili urbani ad alcuni servizi.
L'ammenda può variare da 10 a 103 euro. Il testo unico del Regio decreto prevede la sanzione amministrativa per chi si maschera in pubblico. La norma è la stessa che vieta l'uso della maschera «nei luoghi aperti al pubblico, tranne nelle epoche e con l'osservanza delle condizioni che possono essere stabilite dall'autorità locale di pubblica sicurezza, con apposito manifesto».
Nel 1976 la Corte di Cassazione affermò in una sentenza che il divieto di comparire mascherati in pubblico «ha carattere assoluto, essendo diretto a impedire che, mediante il mascheramento, possano compiersi i reati».
Sulla questione è intervenuto anche il deputato transgender Vladimir Luxuria (Rc) «L'essere transgender è una identità rivelata e non un mascheramento. Reprimere la propria vera natura, questo sì sarebbe un vero mascheramento». Secondo Luxuria «i carabinieri hanno abusato del regio decreto» e sottolinea che «i transessuali, non nascondono la propria identità semmai è vero il contrario. Alla luce di quanto accaduto si rende ancora più urgente l'approvazione della mia proposta di legge che all'articolo 11 prevede l'inapplicabilità di questo divieto per le persone transgender». «E' stato ampiamente chiarito dalla giurisprudenza», interviene anche il deputato Maurizio Acerbo (Rc), «che tale norma punisce il mascheramento volto a evitare l'identificazione nel mentre si commettono reati. Invece in questo caso siamo di fronte ad una applicazione della norma volta a sanzionare persone sulla base dell'orientamento sessuale e della propria identità. Queste cose accadono ormai soltanto in Italia e nei paesi islamici».
Acerbo presenterà un'interrogazione ai Ministri dell'Interno e della Difesa «per chiedere che chiariscano di fronte al Parlamento se ritengono legittima un'interpretazione dell'articolo 35 come quella adottata a Montesilvano».

05/10/2007 8.55

JONATHAN: «SBIGOTTITI E INDIGNATI»

«Siamo sbigottiti e indignati di fronte al mandato attribuito ai carabinieri di Montesilvano di reprimere il fenomeno della prostituzione ricorrendo a una norma del 1931 contro l'uso della maschera in luoghi pubblici», ha commentato l'associazione Jonathan – Diritti in movimento di gay, lesbiche, trans.
«Pensiamo che in questo modo non si reprima il fenomeno della prostituzione. Al massimo si creano una prostituzione di serie A e una di serie B: se sei persona transessuale, dunque 'mascherata', appartieni alla seconda categoria. Mostruoso», continua l'associazione.
«È improbabile», sottolineano ancora i rappresentanti di Jonathan, «che l'onorevole trovi due solerti carabinieri ad attenderla davanti al portone di Montecitorio. Ma è invece certo che far passare per una mascherata la scelta di genere di una persona alimenta quella persistente cultura discriminatoria che vede nelle persone transessuali personaggi televisivi o, all'opposto, soggetti dediti alla prostituzione».
Dunque l'onorevole Luxuria, che non si prostituisce e che frequenta gli studi televisivi principalmente per la carica che ricopre, «è culturalmente equiparata a persona 'mascherata', con buona pace di una scelta di genere più che consapevole ed assolutamente palese».

GIOVANI COMUNISTI:«RAZZISMO INFONDATO»

«Il punto è che, persone che hanno ricorso a chirurgia estetica presenziano quotidianamente quello che oggi è il mezzo di comunicazione per eccellenza: la televisione; è più che ovvio che il rispolverare questa normativa non sia altro che una discriminazione verso i trans, puro e semplice razzismo infondato».
La pensano cosìi Giovani Comunisti di Montesilvano che non possono far passare «la cosa senza quantomeno informare la comunità di ciò che accade intorno a queste minoranze. Invitiamo per questo tutte le persone di buona coscienza a ribellarsi a questa sorta di razzismo verso persone che dovrebbero avere sempre e dovunque la libertà di essere quello che vogliono, almeno nella loro intimità, visto che per altri settori non lo sono affatto! Con tutto il rispetto ai nostri amati Carabinieri, ma non è proprio fattibile un affronto del genere. Resteremo in attesa di risvolti possibilmente positivi della vicenda e dell'interrogazione parlamentale dell'On. Maurizio Acerbo, in caso contrario ci sentiremo legittimati ad agire come meglio crediamo».
06/10/2007 9.11