Un porto anche a Città Sant’Angelo, «per superare il degrado»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1022

CITTA’ SANT’ANGELO. Un porto da 58 milioni di euro per riqualificare il tratto di costa angolano, tra i territori di Silvi e Montesilvano. E' la risposta dell’ amministrazione ai problemi che da tempo affliggono gli abitanti della zona, in contrada Marina.
Il problema mare a Città Sant'Angelo si trascina da tempo. Esiste anche un comitato "Mare che anche noi vogliamo bis", promosso dall'ex assessore comunale Daniele Di Blasio, che cerca di tenere alta l'attenzione sul problema del degrado in Viale Torre Costiera e nelle aree limitrofe.
Il sindaco Graziano Gabriele punta il dito sui privati che hanno proprietà lasciate in abbandono. «La ragione per cui tanti dei nostri progetti» ha spiegato, «non vanno a buon fine sono le pretese dei proprietari. Il villaggio olimpico dei giochi del mediterraneo, non si è realizzato proprio a causa loro, perché non abbiamo potuto garantire agli organizzatori dell'evento la disponibilità dei terreni».
Sul degrado della zona il sindaco ha chiarito che «insieme a forestale e alla polizia municipale abbiamo tenuto sopralluoghi, prodotto una vasta documentazione fotografica, e in tre anni ho emesso varie ordinanze per la bonifica dei terreni, la chiusura delle strutture abbandonate e le necessarie recinzioni. I proprietari sistematicamente ignorano l'ordinanza e pagano la multa di 100 euro, mentre l'amministrazione comunale ne spende quasi 5000 per tutta la procedura.
Il porto sul Saline», ha affermato il sindaco riferendosi ai volantini realizzati e distribuiti dal comitato, «non ce lo farebbero mai realizzare. L'idea è di un porto velistico sul mare, ma servono 58 milioni di euro. Abbiamo provato a capire se qualche privato è interessato con un avviso di project financing, ma al momento non si è fatto avanti nessuno».
In questi anni sono stati avviati contatti con decine di aziende per progetti di ogni tipo: una società legata all'acquario di Genova voleva realizzare "l'acquario mediterraneo", un'altra un campo da golf, ma l'ostacolo costituito dai due proprietari che, con 24 e 25 ettari di terreno, possiedono il cuore della zona, ha sempre spinto ogni imprenditore a rinunciare.
04/10/2007 12.24