Ordine pubblico e sicurezza a Montesilvano: Pastore chiede più polizia

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. «Risposta immediata alla criminalità che avanza con posti fissi di polizia e maggiori agenti dispiegati sul territorio».
E' la richiesta del senatore di Forza Italia Andrea Pastore contenuta in una interrogazione al governo che ripercorre l'escalation di criminalità e atti preoccupanti che si sono susseguiti nell'arco di pochi giorni a Montesilvano.
Centro nevralgico della prostituzione e dei traffici connessi, la città è cambiata molto più in fretta di quanto le istituzioni si siano accorte.
Il dibattito sulla sicurezza e le azioni da mettere in campo è aperto da mesi.
Così nuovi colpi di pistola sono stati esplosi ai danni di una vetrina di una pasticceria, chiaro segnale allarmante. Ma episodi simili sono molti.
Cosa c'è dietro: racket, droga, delinquenza, semplici avvertimenti…
«Peraltro», scrive Pastore nella sua interrogazione, «la città di Montesilvano – la quinta d'Abruzzo per densità abitativa- rischia di trovarsi, per collocazione geografica ed importanza economica, al centro degli interessi di criminalità locale e occasionale ma soprattutto della criminalità organizzata interessata al racket della prostituzione, al gioco d'azzardo, allo spaccio di droga e all'estorsione. A fronte di tutto ciò, che rappresenta una situazione di emergenza da non sottovalutare, l'impegno delle istituzioni e delle forze dell'ordine è sicuramente encomiabile ma tuttavia per altri versi non completamente adeguato per carenze strutturali. Basti pensare che, a fronte dell'evidente, necessario incremento della presenza delle forze dell'ordine, dal 15 settembre, invece, l'organico della locale Stazione dei Carabinieri è diminuito di 25 unità».
La creazione di un posto fisso di Polizia, che da anni viene istituito solo per il periodo estivo, e della cui improrogabile esigenza si è fatto portavoce ancora una volta il Sindaco Cordoma in occasione della Conferenza Provinciale dell'Ordine Pubblico tenutasi la scorsa settimana, potrebbe fornire «un fermo segnale di presenza sul territorio alla malavita ma anche una indicazione di forte attenzione alla popolazione della quinta città d'Abruzzo».
La palla ora passa al governo e alle istituzioni.
02/10/2007 14.14