Orsogna, dal Tar Abruzzo stop ad ''antenna selvaggia''

Alessandro Biancardi

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ORSOGNA. I giudici amministrativi respingono il ricorso di Telecom Italia contro il diniego del Comune all'installazione di un'antenna di telefonia mobile nel centro storico, non distante dalla scuola elementare. L'avvocato Pierluigi Tenaglia: «'Sentenza che modifica l'indirizzo giurisprudenziale a favore delle compagnie telefoniche»'.

Dal Tar dell'Abruzzo arriva uno stop ad «antenna selvaggia»: i giudici amministrativi hanno respinto con ordinanza un ricorso di Telecom Italia contro un provvedimento del Comune di Orsogna (Chieti), che aveva negato l'autorizzazione a installare un'antenna di telefonia mobile nel centro storico, non distante dalla scuola elementare. Il Comune ha eccepito la violazione del Piano regolatore generale, che prevede siti alternativi per tali impianti.
L'amministrazione comunale – rappresentata in giudizio dall'avvocato Pierluigi Tenaglia – ha evidenziato, tra l'altro, che l'installazione dell'antenna è avvenuta in prossimità di un sito sensibile come la scuola. Telecom Italia aveva presentato domanda di sospensione dell'atto di diniego.
«E' un precedente – afferma l'avvocato Tenaglia – che vira rispetto a un indirizzo giurisprudenziale diverso in favore delle compagnie telefoniche. C'è una questione interpretativa aperta che riguarda le competenze dei Comuni. Secondo le compagnie telefoniche gli enti locali possono fare ben poco. In questo caso il Comune ha sostenuto di avere operato per consentire un corretto insediamento urbanistico e per minimizzare l'esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici».
Nel 2003 il Consiglio di Stato aveva dato ragione al Comune di Orsogna in un'analoga controversia con la società Ericsson Telecomunicazioni, affermando che spetta ai Comuni individuare, nell'esercizio delle competenze urbanistiche, «la zona dove installare impianti di telefonia cellulare».
«Queste grandi società di telecomunicazione – ha affermato il vice sindaco di Orsogna, Fabrizio Montepara, presidente della commissione che sta redigendo il nuovo regolamento comunale per gli impianti di telefonia – non possono venire a casa nostra e farla da padroni, decidendo unilateralmente dove mettere le antenne. Noi non siamo contro il progresso, sarebbe assurdo voler bloccare un servizio fondamentale. Ma – secondo Montepara – queste società devono sedersi a un tavolo con i rappresentanti dei cittadini e decidere insieme sulla collocazione migliore, sulla base di elementi scientifici».
Il Comune di Orsogna ha, infatti, affidato a una società di studi ambientali un rilievo puntuale dei valori elettromagnetici sul territorio, che sarà la base per definire il regolamento per la telefonia. «Tra l'altro – ha concluso Montepara – laddove le società riconoscono un compenso economico per il proprietario del sito, è giusto che esso vada a vantaggio delle casse comunali, ovvero dell'intera comunità, e non solo di alcuni».
29/09/2007 11.07