Lo scandalo dell’acqua: la cronistoria completa per capire e approfondire

Alessandro Biancardi

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SPECIALE DOCUMENTI PESCARA. Almeno due inchieste giudiziarie, una valanga di esposti di cittadini e associazioni, polemiche politiche a non finire, disagi per la carenza idrica e sostanze tossiche sgradite nell'acqua. Da decenni. Ci vorrà di sicuro molto tempo per avere chiarezza (se mai sarà davvero fatta) sul «più grande scandalo della Regione Abruzzo» come lo ha definito il Wwf. GLI ALTRI APPROFONDIMENTI SULL'ARGOMENTO
Quello che a naso si può intuire è che tutto assomigli ad una matassa che si aggroviglia su se stessa e si ingarbuglia continuamente, per l'alto numero di enti coinvolto, il gran numero di politici che si fronteggiano e scaricano responsabilità. E poi ci sono le soluzioni tecniche, le dimenticanze, i ritardi.
Su tutto la gigantesca e goffa burocrazia capace da sola di far danni e provocare voragini nei bilanci per il solo fatto di esistere.
Tutto questo e molto altro è lo scandalo dell'acqua partito con le analisi del Wwf di fine maggio e l'amara sorpresa di avere in Abruzzo un'acqua che - se non fa male ed è per lo più strettamente potabile (a rigor di legge) - è comunque una cosa diversa da quella che si credeva, che noi tutti credevamo.
Perchè?
Sostanzialmente perchè poteri forti per davvero hanno contato sull'omertà di molti e la connivenza di altri anche nelle stanze del potere per fare quello che ritenevano di fare: il più delle volte avvelenare il nostro territorio, fino alla contaminazione delle falde.
Intanto si attende di sapere chi ha creato le mega discariche di Bussi e che ruolo abbia in questo aspetto e nell'inquinamento il polo chimico della cittadina abruzzese, dalla Solvay a ritroso per i 100 anni di dominazione indiscussa della chimica su quel territorio.

Aspettando ancora una volta PrimaDaNoi.it mette a disposizione dell'opinione pubblica altri documenti che possono risultare utili per approfondire questa incredibile storia che già sembra essere scomparsa dai giornali locali e praticamente mai apparsa su quelli nazionali.
A futura memoria.
Per quello che sarà nelle nostre possibilità continueremo a pubblicare documenti.



LA CRONOLOGIA DEI FATTI STILATA DA ATO E REGIONE (scarica il documento completo)


E' una relazione schematica di quasi 50 pagine che ripercorre attraverso i documenti contenuti in 3 corposi raccoglitori tutta la vicenda.
Si parte da gennaio 1999 per arrivare a settembre 2007.
Questi in estrema sintesi i punti salienti e nodali della ricostruzione dei tecnici dell'Ato4 pescarese.

2004. La Regione commissiona uno studio all'Arta e si scopre la presenza di moltissime sostanze inquinanti. Oggi come allora secondo i tecnici non vi è ancora un nesso definitivo e scientifico tra la falda utilizzata dai pozzi Sant'Angelo e la falda inquinata della Solvay. La prima arriva direttamente dal Morrone, l'altra è quella che confluisce nel Tirino dal Gran Sasso.

MARZO 2004. Nei primi mesi solo tre soggetti sono interessati del caso.

26 AGOSTO 2004. L'Aca, a seguito dell'incontro presso la Direzione Regionale Sanitaria e alle note dell'ARTA, comunica che si è immediatamente attivata per eseguire campionamenti in data 24.08.04 su tutti i pozzi presenti in Sant'Angelo, sulla miscelazione delle acque dei pozzi stessi, e sulla confluenza nel giardino. Si segnala che alla miscela dei 6 pozzi in funzione (attualmente i pozzi 1 e 2 non sono in funzione). Come descritto nella tabella, i valori risultano conformi ai limiti stabiliti dal D.Lgs 31/01 ad eccezione del pozzo 5 (non in distribuzione) che ha superato detti limiti ed è costantemente monitorato.
Si decide allora di abbassare l'emungimento da quel campo pozzi da 550 litri si passa ad attingere 240 litri secondo. Nel frattempo vengono effettuate tutte le prove possibili per capire l'origine ed il meccanismo della contaminazione.

10 FEBBRAIO 2005. Viene convocato il gruppo tecnico. E' una data importante perchè per la prima volta vengono chiamati tutti gli enti ed informati di quello che si è scoperto finora. Si precisa che «l'acqua è potabile ma è opportuno darsi da fare....»
Si inizia a parlare per la prima volta di «gruppi filtranti da applicare ai pozzi». Si chiedono finanziamenti e appaiono visibili le lungaggini.

27 OTTOBRE 2005. L'Arta conferma che i valori non hanno mai superato i limiti per la potabilità. Si decide di mettere i filtri per un ulteriore livello di sicurezza. E' il consiglio "informale" dato dal Pm Aldo Aceto che già indagava sull'inquinamento. Nella riunione in prefettura a Pescara si evidenzia l'opposizione del Comune di Bussi che di fatto contribuirà a creare difficoltà per la creazione di nuovi pozzi.

7 NOVEMBRE 2005. Chiusi i pozzi. Nella delibera si chiede di poter iniziare ad utilizzare altri pozzi presenti a Bussi e a Pretoro.

11 NOVEMBRE 2005. Dichiarazione di emergenza idrica

23 NOVEMBRE 2005. La Regione stanzia i primi soldi per installare i filtri ai pozzi Sant'Angelo. L'Ato nel frattempo ha già predisposto monitoraggi continui. Le autorizzazioni sanitarie per i pozzi in oggetto sono sempre state provvisorie, di tre mesi in tre mesi.

20 DICEMBRE 2006. Entra in scena il commissario straordinario. Viene prorogato lo stato di emergenza. In particolar modo si riferisce alla Regione che per quanto riguarda i pozzi Sant'Angelo si è provveduti a mettere in funzione un gruppo filtrante e a breve si attiverà anche il secondo gruppo filtrante.
Per quanto riguarda i potabilizzatori (San Martino – Triano) essi sono pronti per entrare in funzione ma mancano le necessarie autorizzazioni sanitarie e soprattutto la classificazione delle acque superficiali ai sensi del D.Lgs 152/99.
Infine si ribadisce l'impossibilità di realizzare ulteriori pozzi in località San Rocco Bussi a causa del persistente diniego da parte dell'Amministrazione del Comune di Bussi.

14 FEBBRAIO 2007. Pozzi chiusi ed emergenza idrica.

MARZO 2007. L'Ato continua a sollecitare la Regione perchè conceda le autorizzazioni all'escavazione di nuovi pozzi che possano sostituire quelli chiusi. Per la prima volta si ipotizza una crisi idrica per l'estate successiva.

30 MARZO 2007. La corrispondenza tra gli enti si infittisce e c'è continuo botta e risposta, richieste di pareri e spiegazioni. Analisi e controanalisi.

18 MARZO 2007. L'Ato scrive al Commissario straordinario una nota nella quale si evidenziano le portate e le previsioni per l'estate 2007. Non c'è mai stata una risposta. L'Ato si offre persino di mettere a disposizione del Commissario uffici, mezzi e dati per poter studiare e valutare la situazione. Anche in questo caso non vi è stata risposta.

18 APRILE 2007. Previsioni delle portate, viene previsto ancora un ammanco di portata (senza tener conto della futura, imprevista ed improvvisa chiusura dei pozzi Sant'Angelo ad agosto).

7 MAGGIO 2007. Nel totale silenzio del Commissario (che non ha mai partecipato alle riunioni in prefettura), si cerca di fare nuovamente il punto della situazione. Ancora una volta si evidenzia l'opposizione del Comune di Bussi per risolvere contenzioso.
Il Comune chiede soldi, l'Ato risponde che quelle somme sono state dirottate altrove (sono stati comprati altri gruppi filtranti per due pozzi a San Martino Chieti)

16 MAGGIO 2007. La Regione proroga l'emergenza idrica

GIUGNO 2007. Il caso delle sostanze inquinanti viene alla luce grazie ad analisi effettuate dal Wwf. I dati sono contenuti in una interrogazione parlamentare del deputato di Rc Maurizio Acerbo.
Il resto è noto e già ampiamente raccontato.


APERTURE E CHIUSURE DEI POZZI SANT'ANGELO NEGLI ANNI

Questo documento dell'Aca appare molto utile per capire in che sequenza, come e quando siano stati accesi e spenti i vari pozzi inquinati.
E' possibile dunque sapere in un dato momento da quali pozzi veniva emunta l'acqua che poi veniva immessa nell'acquedotto.

«Da quanto si può leggere dalla cronistoria» spiegano all'Ato4, «è chiaro come noi abbiamo cercato di avvertire fin dagli inizi del 2007 di una imminente crisi idrica. Nonostante le nostre ripetute richieste a Regione e Commissario non abbiamo mai ricevuto risposta. Da molto tempo poi abbiamo cercato di trovare una soluzione bonaria con il Comune di Bussi che invece ci ha impedito di fatto di scavare pozzi che sarebbero risultati utili. L'Ato ha sempre garantito la potabilità dell'acqua», sostengono i tecnici,«potabilità tra l'altro sempre certificata dalle analisi dell'Asl. Sulle sostanze inquinanti si deve solo aggiungere che l'acqua è solo qualitativamente inferiore ed in ogni caso sempre migliore di tantissime altre in distribuzione in regione e fuori».
I tecnici dell'Ente d'ambito 4 poi sottolineano come «la crisi idrica di agosto poteva essere evitata se il Commissario Goio avesse dato ascolto a tutte le nostre richieste inoltrate già da febbraio 2007 nelle quali si evidenziavano le soluzioni da adottare per l'inquinamento e la crisi idrica già prevista».
A tutto questo si aggiunge una lotta incredibile tra le istituzioni guidate da esponenti politici che si sono ostruiti a vicenda o che hanno trasportato problemi politici, di comunicazione o di convivenza nella stessa coalizione nell'ambito dell'acqua.
Il problema, è fuori di dubbio, poteva (e doveva) essere gestito molto meglio.

28/09/2007 8.25