Cercò di uccidere il cugino. Latitante da 5 mesi arrestato a Silvi

Alessandro Biancardi

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SILVI MARINA. Pericoloso. Molto pericoloso. Così lo hanno definito gli inquirenti considerato il suo "curriculum vitae giudiziario" di tutto rispetto ma soprattutto, come si legge nell'Ordinanza applicativa della Custodia Cautelare in Carcere emessa nei suoi confronti dal Gip del Tribunale di Campobasso, per il tentato omicidio doloso commesso ed altri gravi reati.
I fatti risalgono al 28 aprile scorso, quando Orlando Sablone, 36enne di Pescara, di etnia Rom, si è fatto accompagnare in provincia di Campobasso dal cugino V.S. (con l'autovettura di sua proprietà), coetaneo di Pescara, pure di etnia Rom, dove avrebbe dovuto "concludere un affare" il cui ricavato gli avrebbe consentito di ripianare il debito che aveva proprio nei confronti del cugino. Giunti nei pressi di San Massimo Sablone tentò di uccidere il cugino (che guidava l'autovettura) colpendolo più volte con un coltello in diverse parti del corpo. Lo lasciò sanguinante in mezzo alle campagne del luogo del tutto sconosciute alla vittima. Solo la fortuna volle che i fendenti dell'aggressore sfiorassero solamente gli organi vitali ed un passante soccorse la vittima sfinita per l'enorme perdita di sangue che è stata poi accompagnata e sottoposta alle cure dei sanitari dell'Ospedale Cardarelli di Campobasso.
Sablone poi, per eliminare le prove, ha dato fuoco all'autovettura.
Le indagini condotte dagli inquirenti hanno consentito di acquisire «concreti e probanti elementi di colpevolezza» nei confronti dell'uomo e il Gip del Tribunale di Campobasso, condividendo le ipotesi investigative, ha emesso ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere nei suoi confronti.
Sablone però, da quella data, è risultato "irreperibile" e le ricerche quindi sono state diramate in ambito nazionale.
Le descrizioni delle caratteristiche somatiche del latitante erano ben note anche a tutti i Comandi dei carabinieri lo scorso 25 settembre i militari di Silvi Marina (TE), comandati dal Luogotenente Enzo Procida, nel corso di un servizio perlustrativi nel territorio di competenza, giunti in località Torre di Cerrano lo hanno notato e riconosciuto. Consci della sua indole violenta e pericolosa, hanno richiesto rinforzi. L'uomo si è visto braccato e ha tentato inutilmente di fuggire ma è stato fermato e accompagnato subito in Caserma con l'ausilio di altre pattuglie intervenute sul posto a supporto dei colleghi.
In caserma, i militari hanno accertato che Sablone doveva anche espiare un altro anno e 11 mesi di reclusione per il reato di ricettazione, in esecuzione di Ordinanza di Carcerazione emessa dal Gip del Tribunale di Pescara nel dicembre del 2006.
L'arrestato, espletate le formalità di rito è stato associato alla Casa Circondariale di Teramo a disposizione della competente Autorità giudiziaria.


27/09/2007 11.19