Piano Spiaggia, venerdì il «consiglio carbonaro»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

680

PESCARA. Una lunga procedura burocratica tra critiche e ricorsi. Di sicuro tra molti ritardi, il piano spiaggia potrebbe essere approvato definitivamente venerdì prossimo nel consiglio comunale. Si prevedono scontri tra i poli, mentre la Confesercenti attacca l’amministrazione per le modalità di convocazione della stessa assemblea.
«Le imprese di Pescara», hanno spiegato dalla Fiba-Confesercenti, «hanno atteso cinque lunghi anni, un'intera consiliatura, per vedere scritte le regole del Piano spiaggia. Hanno chiesto decine di volte il perché non venisse approvato il Piano e quali fossero i motivi dei ritardi e dei silenzi. E ora, alla fine di questa storia, viene convocato per venerdì un Consiglio comunale 'carbonaro', senza la dovuta pubblicità e senza che le associazioni di categoria siano state informate. La gestione di questa vicenda offende le imprese e dimostra scarso rispetto per le regole».
L'associazione che rappresenta i balneatori aggiunge che «quando si scrivono le regole di un settore così importante per l'economia pescarese come quello del turismo balneare» prosegue Fiba, «è necessario ampliare la partecipazione e consentire il coinvolgimento delle parti interessate: questa è democrazia. Non vorremmo che in questa vicenda chi ha commesso opere abusive sul demanio venga alla fine premiato, mentre i piccoli operatori, perché hanno realizzato opere secondarie, installato fioriere o rimodernato le docce o altro, si trovino incastrati in un contesto che li spinga fuori dal mercato».
E già perché il problema è sempre la disparità di trattamento.
Giova per questo ricordare come sui balneatori pende una mega inchiesta della guardia di finanza sulle strutture abusive che sono raddoppiate nel giro di pochi anni, con una sorta di sdoppiamento delle concessioni.
Così sono scattati i sequestri ed è iniziata la battaglia giudiziaria contro le lungaggini che possono, esse stesse creare disparità.
Non sfugge infatti che una cosa è operare un sequestro di uno stabilimento a febbraio, un'altra è farlo a giugno.
In un clima già teso nella categoria venerdì forse si potrà vedere la fine di un lungo percorso.
Solo dopo si potranno fare i vari bilanci.

27/09/2007 10.05