La Fox Petroli vuole allargarsi in un’area oggi sotto tutela

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

3702

APPROFONDIMENTO. VASTO. La Fox Petroli ha presentato alla Regione Abruzzo una domanda di ampliamento del suo stabilimento, nella zona industriale di Vasto-Punta Penna e già spunta qualche malumore. Lo studio di impatto ambientale redatto dalla LaserLab per la Fox Petroli mostra tutte le caratteristiche tecniche del progetto.
La procedura di ampliamento prevede la competenza nella gestione della pratica allo Sportello Unico per le Attività Produttive di San Salvo, che raccoglie tutti i pareri di competenza (Asl, Vigili del Fuoco, concessione/autorizzazione edilizia del comune, parere Beni Ambientali, parere ambientale regionale, V.I.A regionale, etc.) e, per mandato legislativo, deve cercare di superare tutti i problemi burocratici, suggerendo tutte le soluzioni praticabili.
In causa è stato chiamato anche il Coasiv, il consorzio industriale vastese, unicamente per attestare che la zona indicata per l'intervento, nel Piano regolatore portuale del Coasiv, è destinata ad attività industriale (e non a verde attrezzato o ad attività artigianale, commercio all'ingrosso, etc.).
Per il resto è la Regione Abruzzo che concede l'Autorizzazione Ambientale Integrata per l'attività con relazione dell'Arta (Agenzia regionale per la tutela ambientale), è sempre la Regione Abruzzo che si esprime sulla V.I.A. (Valutazione Impatto Ambientale) ed è il Comune che emana il titolo edilizio (concessione/autorizzazione edilizia), è ancora il comune che deve esprimersi per sub delega anche sul vincolo paesaggistico.

IL NUOVO PROGETTO

Ma che cosa vuole fare la Fox?
La richiesta avanzata nei mesi scorsi prevede la realizzazione di un impianto «di raffinazione della glicerina, l'ampliamento della capacità di stoccaggio delle materie prime e l' aumento della capacità di stoccaggio alcool metilico». Parallelamente alla realizzazione del progetto proposto, l'azienda, prevede di effettuare una manutenzione straordinaria con migliorie dell'impianto di depurazione delle acque reflue industriali.
Ciò permetterà di ridurre drasticamente le concentrazioni dei principali inquinanti idrici presenti nelle acque di scarico, che continueranno ad essere convogliate nel depuratore consortile.
A seguito dell'intervento proposto si prevede un incremento dello stoccaggio di sostanze pericolose pari al 3,69%.
Si prevede inoltre di incrementare lo stoccaggio di sostanze non pericolose (oli vegetali e glicerina).
Nel 1993 la Fox Petroli S.p.A.di Pesaro ha acquistato una raffineria di oli vegetali a Vasto, località Punta Penna, della superficie di 19.927 mq. L'impianto è stato completamente ristrutturato ed a lato della raffineria è stato costruito un impianto per la produzione di biodiesel.
Le strutture di Vasto, entrate in esercizio nel 1996, ha ottenuto nel
2006 l'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
Le attività svolte all'interno dello stabilimento sono: produzione di biodiesel; stoccaggio di gasolio e miscele biodiesel-gasolio; commercializzazione di sottoprodotti del processo produttivo (oli acidi di raffinazione e glicerina).
Per il progetto proposto di recente è stata richiesta la procedura VIA dalla Regione Abruzzo, in quanto si configura come modifica di impianto.
L'impianto però non è mai stato sottoposto a Valutazione di impatto ambientale in quanto le attività sono iniziate prima dell'entrata in vigore del DPR stesso.

LO STABILIMENTO TRA SIC E ZONA INDUSTRIALE

La Fox si trova a ridosso del promontorio di Punta Penna, in prossimità del porto e all'interno della zona industriale, servita dalle principali infrastrutture viarie e ferroviarie. L'area è anche interessata dalla presenza del Sito d'Importanza Comunitaria "Punta Aderci - Punta Penna", inserito nella Rete Natura 2000. Inoltre, l'area è classificata dal Piano Regolatore Territoriale del Consorzio di Sviluppo Industriale di Vasto (COASIV) come zona industriale di ristrutturazione e completamento.
Il sito è prossimo anche al sito di interesse archeologico "Madonna della Penna", e parte dell'oleodotto a servizio dello stabilimento ricade nell'area di rispetto all'area vincolata.


Visualizzazione ingrandita della mappa

IL SISTEMA DI SICUREZZA

In base a quanto scritto nello studio di impatto ambientale, l'azienda dispone di un sistema di gestione della sicurezza dal 2000, «comprensivo di piano di emergenza e di valutazione dei rischi di incidenti rilevanti».
La natura dei rischi di incidente rilevante, derivante dall'attività dello stabilimento, spiega la relazione «è correlata alla presenza di sostanze classificate come pericolose per l'ambiente (gasolio) e facilmente infiammabili (metanolo)».
Nel caso di rilascio di gasolio in mare è stato stimato un tempo di intervento di bonifica «inferiore ai due anni dall'inizio dell'intervento».
Pertanto, «il danno che ne deriva può essere definito significativo ma non grave».
Ma ci si organizzerà anche sui sistemi di prevenzione: «poiché l'azienda è già ad alto rischio di incidente rilevante ha già provveduto a realizzare una serie di interventi di messa in sicurezza di serbatoi e tubazioni, sia mediante opportuni sistemi di rivestimento e contenimento, sia attraverso un sistema di collettamento del liquidi in vasche dedicate, sia mediante pozzetti di ispezioni lungo le condotte».

RIFIUTI

I rifiuti prodotti nello stabilimento sono principalmente reflui dell'impianto di depurazione, fanghi dalla pulizia dei serbatoi, imballaggi vari, provenienti dalla movimentazione delle materie prime, materiale isolante, materiale ferroso provenienti dalle operazioni di manutenzione, rifiuti di laboratorio. I rifiuti provenienti dalla pulizia dei serbatoi vengono smaltiti direttamente, senza stoccaggio.
L'intervento proposto prevede alcuni rifiuti proveniente dall'impianto di raffinazione della glicerina.
«La Fox Petroli S.p.A», spiega lo studio di impatto ambientale, «ha realizzato, per ogni tipologia di rifiuto prodotto, delle aree di raccolta ad hoc, opportunamente coperte ed identificate, per evitare la contaminazione con le acque piovane e la dispersione nell'ambiente».

IMPATTO ACUSTICO

L'Azienda ha effettuato nell'ottobre 2006 lo studio per la valutazione del rumore in ambiente esterno.
«In nessuna delle postazioni indagate», si legge nello studio, «si è riscontrata la presenza di componenti impulsive. L'impianto di raffinazione della glicerina e l'impianto di depurazione costituiranno una nuova sorgente emissiva di rumore e la relativa previsione d'impatto acustico è stata valutata nella relazione tecnica specifica. Come risulta dai calcoli effettuati i livelli di immissione di rumore previsionali in corrispondenza dei ricettori rispettano abbondantemente i valori massimi previsti come limiti dal criterio assoluto di immissione».


EMISSIONI IN ATMOSFERA ED IN ACQUA

Lo Stabilimento ha 2 punti di emissione in atmosfera regolarmente autorizzati e monitorati, provenienti dal locale caldaia e dall'impianto biodiesel. «Tali punti», recita lo studio, «sono stati oggetto di autorizzazione integrata ambientale. Sono presenti inoltre altri tre punti di emissione considerati poco significativi dalla legislazione precedente e così ripresi nell'autorizzazione AIA».

SISTEMA DI RACCOLTA DEGLI SFIATI

Nell'impianto biodiesel, per tutti gli apparecchi che trattano metanolo sono proibiti sfiati diretti in atmosfera e non sono ammesse dispersioni di metanolo in reparto. Il problema è stato risolto raccogliendo gli sfiati di tutti i recipienti in un unico collettore di grosso diametro e convogliandoli tramite un aspiratore ad un abbattitore ad acqua (colonna di abbattimento metanolo). Con questo sistema si evita che uno qualunque dei recipienti possa andare in pressione con possibilità di immettere vapori nell'ambiente.

COLONNA DI ABBATTIMENTO METANOLO

L'abbattitore è alimentato con acqua di torre ed è in grado di ridurre il tenore di metanolo nell'aria immessa all'atmosfera entro i limiti di legge. La miscela acqua - metanolo si rigenera, con recupero di metanolo. Gli scarichi idrici dello stabilimento, invece, sono due:
«lo scarico delle acque alla rete del consorzio CONIV: raccoglie le acque nere domestiche e le acque trattate di processo per inviarle al depuratore CONIV» e «lo scarico delle acque piovane: raccoglie le acque piovane del piazzale, dopo la separazione delle acque di prima pioggia, per inviarle al torrente Lebba». Il progetto proposto non andrà ad aggiungere nuovi punti di scarico.

IMPIANTO DI DEPURAZIONE

«È in fase di realizzazione», si legge nello studio di impatto ambientale, «una manutenzione straordinaria con migliorie dell'impianto di depurazione delle acque reflue industriali per potenziare l'abbattimento del carico inquinante dello scarico».

QUALITÀ DELL'ARIA

L'Azienda ha realizzato un monitoraggio della qualità dell'aria in prossimità dello stabilimento, sito nel Comune di Vasto. Il monitoraggio, della durata di 7 giorni, effettuato nel gennaio 2007, «ha permesso di caratterizzare la qualità dell'aria relativa al sito in esame ed in riferimento ai principali inquinanti (ossidi di azoto e di zolfo, ossido di carbonio, PM10, idrocarburi non metanici, ozono)».
Esaminando i dati analitici emerge come per l'area in questione, in riferimento agli inquinanti analizzati, «non siano mai superati i limiti imposti dalla normativa vigente. Tale affermazione è confermata anche dai dati disponibili dal monitoraggio della qualità dell'aria della Provincia di Chieti»

QUALITÀ DELLE ACQUE COSTIERE

Nella zona di Punta Penna, in prossimità del porto, si sottolinea che «l'area è non idonea alla balneazione per motivi diversi dall'inquinamento, ed in prossimità della foce del T. Lebba l'area è non idonea alla balneazione permanentemente per l'inquinamento». Non cambierà niente.

ECOSISTEMI

«L'avvio delle attività della Fox Petroli S.p.A. nel sito di Punta Penna e l'istituzione del SIC sono da considerarsi praticamente coincidenti».
Pertanto l'esistenza dello stabilimento non è stata all'epoca ritenuta dal team di esperti incaricati dalla Regione Abruzzo un ostacolo all'inserimento dell'area nella Rete Natura 2000.
«Tale considerazione si è ulteriormente rafforzata all'esito della revisione dei SIC decisa dalla Regione Abruzzo e delegata alle Province nel 2004, poiché l'esistenza dello stabilimento è stato considerato nuovamente non preclusivo per la tutela di habitat, flora e fauna, come previsto dalla Direttiva 43/92/CE. Ciò traspare in modo inequivocabile considerando l'estensione del SIC praticamente a confine con lo stabilimento, ridotto ad un sottile cordone fra il mare e la falesia. Non esistono inoltre».


27/09/2007 9.11