Studenti Acerbo ricorrono al Tar e per protesta boicottano le lezioni

Alessandro Biancardi

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PESCARA. I genitori degli studenti dell'istituto Acerbo presenteranno ricorso al Tar, attraverso l'associazione Codici, contro il decreto della Provincia di Pescara che dispone il trasferimento di alcune classi nei locali di un'altra scuola, l'istituto Di Marzio.
La decisione è stata presa ieri pomeriggio nel corso di un'affollata assemblea dei genitori alla quale ha partecipato anche il segretario dell'associazione Codici, Giovanni D'Andrea.
Si è deciso poi che gli alunni che dovranno essere trasferiti non saranno mandati a scuola, in segno di protesta.
La questione è stata discussa anche nel corso di una riunione convocata dal prefetto, e si è stabilito di aprire un tavolo di lavoro per trovare soluzioni alla questione. Giovedì pomeriggio è previsto un incontro con il presidente della Provincia, De Dominicis, richiesto da Codici.
Proprio giovedì prenderà il via il trasferimento, come disposto dalla dirigente scolastica dell'Acerbo, Annateresa Rocchi.
Ed è tensione anche al Galilei, altro istituto direttamente coinvolto nella vicenda Anche il Galilei è coinvolto in prima persona in questa
polemica: da anni, infatti, il liceo occupa alcuni locali dell'Acerbo, situati in via Parco Nazionale. Quest'anno l'Acerbo avrebbe voluto riaverli per sè, visto che è cresciuto il numero degli iscritti, ma la Provincia ha disposto il trasferimento dell'Acerbo al quarto piano del Di Marzio, mettendo a disposizione 13 aule.
Gli studenti dell'Acerbo, insieme ai genitori e con alcuni insegnanti, sono scesi in piazza venerdì scorso per una manifestazione di protesta molto partecipata, ma l'assessore provinciale Fidanza ha chiarito che non c'e' la possibilità di tornare indietro. L'intervento del prefetto e l'istituzione di un tavolo tecnico provinciale sono stati sollecitati dai sindacati.


26/09/2007 9.41