Provincia L’Aquila:divieto di caccia anche nelle aree limitrofe agli incendi

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. L'importantissima integrazione al calendario venatorio provinciale dell'Aquila, a firma del dirigente del Settore Ambiente, Fucetola, sancisce l'estensione del divieto di caccia, previsto nelle aree percorse da incendi ai sensi della legge 353/2000, anche alle zone limitrofe a tali superfici.
Le modifiche al calendario venatorio provinciale, sono state motivate «dall'elevata densità di animali rilevata nelle zone prossime alle aree percorse dai devastanti incendi della scorsa estate». A tale scopo sono stati eseguiti precisi riscontri effettuati sul campo da parte del personale tecnico dell'Ente Provincia, in linea con le indicazioni della LAV, sostenuta dalle altre associazioni animaliste locali (Lega Nazionale per la Difesa del Cane, LeAL e Animalisti Italiani) e con le prescrizioni del Ministero dell'Ambiente.
«Ringraziamo la Presidenza della Provincia dell'Aquila, l'Assessorato all'Ambiente la dirigenza dell'Ufficio Caccia della Provincia per la grande professionalità e sensibilità dimostrate – dichiara Paolo Migliaccio, coordinatore LAV per l'Abruzzo – peccato davvero che i loro colleghi dell'Ente Regione Abruzzo non abbiano saputo cogliere un'ottima occasione per dimostrare lo stesso senso di responsabilità».
«Con la pubblicazione di questo atto», dice ancora la Lav,«la provincia dell'Aquila svetta a livello nazionale, su tutte le altre province in quanto a tutela degli animali selvatici. Il divieto di caccia imposto anche nelle zone limitrofe alle aree percorse da incendi, sottrarrà alle doppiette una grande quantità di animali già stressati e decimati dai gravissimi eventi incendiari, consentendo loro di recuperare l'equilibrio ambientale già gravemente compromesso».

«Avevamo richiesto a tutti i presidenti delle regioni colpite dai devastanti incendi estivi, un atto di responsabilità simile a quello adottato dalla provincia dell'Aquila – dichiara Massimo Vitturi, responsabile del settore caccia e fauna selvatica della LAV – ma nessuna regione ha risposto. Evidentemente, nonostante la legge nazionale preveda che l'interesse primario della nazione sia la tutela della fauna selvatica, per buona parte degli amministratori pubblici l'unica specie da tutelare sono i cacciatori e le loro doppiette, che ogni anno sono responsabili del massacro di più di 100 milioni di animali selvatici».

26/09/2007 8.08