Emergenza rifiuti in Alto Sangro: tutta colpa delle "carte"

Alessandro Biancardi

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ALTO SANGRO. Era stato annunciato. Si prevedeva da tempo. E’ di nuovo emergenza rifiuti in Alto Sangro, per l’utilizzo della discarica di Bocche di Forli. Ad ostacolare le soluzioni sono ancora una volta inadempienze burocratiche e ritardi.
Ed è polemica tra le istituzioni. La Comunità Montana Alto Sangro solo in data 22 settembre, con nota 48530, ha inoltrato alla Provincia dell'Aquila richiesta di rinnovo della proroga di apertura della discarica, a due giorni dalla sua scadenza, e solo ieri, dopo aver eluso anche altri termini temporali fissati dalla Regione, ha inviato la necessaria documentazione all'ARTA (pare incompleta).
La documentazione era necessaria per l'ottenimento del parere tecnico propedeutico all'ordinanza di proroga da parte della Provincia.
L'antefatto: la Regione chiuse la discarica di Bocche di Forli già nel marzo scorso.
«Solo grazie all'assunzione di responsabilità, per evitare gravi disagi ai cittadini», spigano dall'ufficio di presidenza di Stafania Pezzopane, «la Provincia riuscì ad ottenere una proroga di 180 giorni, della concessione di conferimento dei rifiuti, con scadenza al 23 settembre 2007, e l'impegno da parte della Comunità Montana a mettersi in regola nelle more. Per tornare ad oggi, la proroga è pronta in Provincia fin da giovedì scorso, ma è ormai necessario attendere il pronunciamento dell'Arta prima di poter dare seguito al provvedimento, con nuova assunzione di responsabilità».
La Presidente Pezzopane e l'Assessore Fina hanno espresso come sempre massima disponibilità ma anche il loro disappunto nei confronti di un questo modus operandi.

26/09/2007 7.52