Schiavi D'Abruzzo: «qui sindaco e vice amministrano da soli»

Alessandro Biancardi

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Schiavi D'Abruzzo: «qui sindaco e vice amministrano da soli»
LA DENUNCIA. SCHIAVI D'ABRUZZO. «Disatteso in continuazione da sindaco e dal suo vice lo Statuto Comunale». Il gruppo consiliare "Voci Libere" si indigna e chiede l'aiuto al prefetto.
«Chiederemo in Consiglio di abrogare lo Statuto nella sua interezza, visto che già è stato ridotto a carta straccia da chi amministra, o pretende di farlo, questo paese». E' guerra aperta a Schiavi D'Abruzzo tra maggioranza e opposizione. Lo Statuto prevede che alle interrogazioni dei consiglieri comunali il sindaco debba rispondere obbligatoriamente, in forma scritta, entro trenta giorni.
«In palese violazione dell'articolo 4 dello Statuto, la coppia Sciarra-Piluso non risponde affatto alle interrogazioni, pensando, in un delirio di onnipotenza, di poter amministrare in spregio alle leggi e alle disposizioni dello Statuto», spiega il gruppo "Voci libere".
«Abbiamo presentato un'interrogazione», raccontano, «avente per oggetto "Relazione lavori riqualificazione centro storico", protocollata in data 22/02/2006 col n. 445, alla quale, dopo quindici mesi, non si è avuta ancora risposta.
Perché i consiglieri di Minoranza, incaricati dagli elettori, non possono avere diritto ad una risposta da parte del sindaco o del vicesindaco? E' un diritto sancito dallo Statuto, ma Luciano Piluso, nella sua arroganza istituzionale, non ci ha ancora voluto dire, dopo quindici mesi, chi è l'autore della relazione tecnica sulla quale si è basato per respingere la proposta delle minoranze di rimuovere la vergognosa pavimentazione in via Venezia».
Un'altra interrogazione, «anch'essa senza risposta», è stata protocollata in data 24 luglio 2006, avente per oggetto "Lapide storica con iscrizione". «Nessuna risposta anche in questo caso, non ci è dato di sapere chi è stato il responsabile della rottura della lapide storica rinvenuta in paese, un reperto appartenente a tutta la comunità».
Ugualmente per tutte le interrogazioni presentate nel corso dell'anno 2007.
«E' un comportamento vergognoso, un deprecabile atteggiamento di scarso o nullo rispetto istituzionale e cortesia formale nei confronti dei consiglieri di Minoranza e del loro ruolo di controllo dell'attività amministrativa. Non rispondendo alle interrogazioni e privando, in tal modo, la Minoranza Consiliare del diritto-dovere di controllo, viene pesantemente colpita e svilita la funzione propria dell'opposizione, e con essa il corretto e trasparente confronto tra Maggioranza e Minoranza».
Nei prossimi giorni ci si rivolgerà anche al Prefetto «nella speranza che almeno lui riesca a far rispettare lo Statuto Comunale in questo paese senza legge, e non escludiamo eclatanti manifestazioni e iniziative».

24/09/2007 9.48