Referendum Traffico. Domani si vota, le contestazioni del comitato per il Sì

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Si è conclusa ieri la dura campagna elettorale per il referendum che propone l'abolizione del piano traffico dell’amministrazione D'Alfonso. Domani i seggi saranno aperti e sarà possibile esprimere il proprio voto per l'abolizione (votando Sì) oppure mantenere l'attuale assetto (votando No). «VIA SPAVENTA: CAMPAGNA ELETTORALE IN PERIODO DI SILENZIO»
Non sono mancate le polemiche e gli attacchi sui due fronti che dal comitato promotore per il Sì vengono riassunti in tre punti: pochi tabelloni pubblicitari, il mistero della chiusura dell'asse attrezzato, i dati manipolati sull'inquinamento.

SOLO 18 TABELLONI PUBBLICITARI

I comitati promotori per il Sì “Pescara centro” e “Pescara nostra”, alla fine del mese di agosto, hanno chiesto al dirigente del settore servizi demografici quale fosse il numero dei tabelloni disponibili per la consultazione referendaria.
Nella risposta si precisa che i collegi provinciali di Pescara sono 9 e che in ottemperanza a quanto già stabilito dalla norma i tabelloni destinate alla propaganda sono in numero di due per ogni collegio. Segue elenco delle vie.
Dunque in totale 18 tabelloni per l'intera città ma i comitati contestano -documenti alla mano-.
Producono una delibera di giunta del 12 maggio 2005 (n.514) che ha per oggetto "referendum popolari del 12-13 giugno 2005". Determinazioni e spazi per le affissioni di propaganda elettorale".
Nella relazione si precisa chiaramente che «il numero degli spazi da utilizzare (…) non può essere inferiore a 50», per una città con 100mila abitanti.
Infatti per quel referendum vennero predisposti 51 tabelloni. Lo stesso avvenne per l'elezione del sindaco.
«Non capiamo in che modo possa essere stata interpretata una norma così chiara», contesta Pierluigi Bacceli del comitato per il Sì, «un referendum si basa sulla propaganda e sulla informazione ai cittadini. I cittadini hanno diritto di apprendere, soprattutto per un referendum come questo varato in tutta fretta e con l'estate di mezzo. 18 tabelloni sono indiscutibilmente pochi per riuscire a raggiungere tutti gli abitanti».
Pochissimi, fanno notare, se si calcola anche lo spiegamento di forze messo in campo dall'amministrazione con metodi giudicati «quanto mento poco opportuni».

ASSE ATTREZZATO CHIUSO PER 50 GIORNI

Anche il problema della chiusura della rampa di uscita in piazza Italia ha prodotto nei mesi diverse polemiche.
L'amministrazione comunale ha più volte affermato che aveva bisogno di solo 50 giorni di sperimentazione per verificare la bontà della soluzione.
Poi però sarebbe intervenuta direttamente l'Anas proponendo un'ulteriore sperimentazione di sei mesi. E ancora conclusi i sei mesi ulteriori, il Comune di Pescara ne ha chiesti altri che ora superano i 540 giorni «una sperimentazione di cui non si conoscono i dati e che crea molti disagi» ha contestato il comitato del Sì.
«Abbiamo cercato in tutti i modi sul sito dell'Anas un documento,un provvedimento, un avviso che parlasse della chiusura dell'asse attrezzato», ha spiegato Bacceli, «non abbiamo trovato traccia. E provando poi a tracciare un itinerario, lo stesso sito Anas prevede lo svincolo in piazza Italia come se quello fosse realmente aperto».
Stranezze e dubbi che aumentano su un provvedimento che viene giudicato inopportuno e del quale probabilmente non riescono ad intravedere il fine.
«Giudichiamo inaccettabile il comportamento di questa amministrazione che non ha mai mostrato la minima volontà di discutere con le persone», ha aggiunto Bacceli, «tanto che siamo stati costretti al referendum. D'Alfonso dovrebbe prendere spunto da Cofferati e dalle vicende di Bologna sulla Moschea. Le decisioni si discutono e si concertano e se del caso si fa ammenda…»

LA BATTAGLIA SULL'INQUINAMENTO

I sostenitori del No, si sono cimentati in questi giorni anche in una battaglia su dati dell'inquinamento atmosferico.
Chi vuole mantenere il piano traffico è riuscito anche a sostenere la sua bontà con numeri che dimostrerebbero l'abbassamento dell'inquinamento in città.
Lo stesso assessore Mancini -con tanto di tabella- ha evidenziato a fine agosto la criticità dell'anno 2002 con la 178 giornate in cui le polveri sottili superarono il limite consentito.
Da quella data ci sarebbe stata una costante diminuzione dell'inquinamento, ad eccezione del 2006 che fece registrare un aumento del dato in contrasto con la tendenza degli ultimi anni.
«L'assessore si è dato la classica zappa sui piedi perché il 2006, guarda caso, è proprio l'anno in cui entrata in vigore il suo piano traffico. Dunque non è affatto vero che l'inquinamento è diminuito», contestano dal comitato Sì.
E a dimostrarlo ci sarebbero anche i dati Arta, quelli recentissimi della prima metà di settembre che individuano le zone critiche dove l'aria è spesso scadente (viale D'Annunzio, piazza Grue, corso Vittorio Emanuele, via Sacco, via Firenze).
Secondo, poi, la ricerca sulle città sostenibili denominata "ecosistema urbano" è vero che per il 2007 Pescara è passata dalla posizione 60 alla 54 ma i dati si riferiscono al 2005.
Nella stessa classifica si può notare un peggioramento del Pm10 (dalla 49° posizione alla 55°), peggioramenti anche per il livello di benzene, perde posizioni anche per quanto riguarda il trasporto sostenibile (da 74 a 81) e le isole pedonali.
Mentre si guadagna una posizione per le piste ciclabili, nelle quali sarebbero comprese anche quelle «fasulle», cioè non regolari e non a norma.
Un'altra campagna di Legambiente è quella dal titolo "pm10 ti tengo d'occhio" che ha incoronato Pescara come città inquinata per il superamento dei limiti delle polveri sottili.
La città è l'unica in Abruzzo e si è meritata una maglia nera per aver superato per bene 38 volte il limite massimo stabilito dalla legge nella zona di via Firenze.
22/09/2007 9.34

«VIA SPAVENTA: CAMPAGNA ELETTORALE IN PERIODO DI SILENZIO»

Le polemiche non finiscono e nemmeno la campagna elettorale.
Sindaco e assessori sono stati avvistati in questi minuti in via Spaventa a fare campagna elettorale e a distribuire volantini.
Esponenti dei comitati del Sì hanno provato a sensibilizzare gli amministratori ricordando loro che siamo nel periodo del silenzio e che la campagna è vietata.
Sono partite anche telefonate a prefetto e questore che hanno confermato il divieto.
Ieri sera i controlli sulle affissioni sono stati ferrei da parte delle forze dell'ordine che a mezzanotte hanno fatto numerose ronde di controllo.

22/09/2007 11.12