Edifici di 50 anni, il Comune li vuole salvaguardare. An: «proposta illegitimma»

Alessandro Biancardi

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Edifici di 50 anni, il Comune li vuole salvaguardare. An: «proposta illegitimma»
CHIETI. Un vincolo di salvaguardia monumentale ed artistica su tutti gli edifici del territorio comunale costruiti da oltre 50 anni. La proposta dell'assessore all'Urbanistica Valter De Cesare fa discutere e Mario Colantonio, capogruppo di Alleanza Nazionale, spiega le sue perplessità, le stesse che quest'oggi porterà in consiglio comunale.
Una proposta che già aveva alimentato numerosi dubbi all'interno della stessa maggioranza nel consiglio comunale tenutosi il 3 agosto. Ma l'assessore De Cesare riproporrà l'argomento al Consiglio di oggi.
Scettico il consiglieri di An Mario Colantonio che sottolinea subito:«l'assessore oltre ad andare contro la sua stessa maggioranza, non tiene conto delle reali esigenze dei cittadini e della paralisi economica che attraversa l'economia cittadina legata alla piccola imprenditoria edile» La proposta comprende anche l' istituzione di una "commissione tecnica per la tutela e valorizzazione dei beni culturali, della qualità architettonica e del paesaggio", «una commissione», spiega Colantonio, «che, così come strutturata è sovrana e assume potestà giuridica sostitutiva sine die e comunque sino a quando il Comune di Chieti non si doti di un elaborato tecnico urbanistico che consenta di conoscere tutto il patrimonio di beni culturali, paesaggisti ed ambientali che ricomprenda anche il censimento».
Fino a quel giorno, insomma, la commissione avrà pieno potere.
«I contenuti della proposta», sostiene inoltre Colantonio, «configurano un improprio utilizzo di potestà legislativa da parte del Comune di Chieti». Inoltre «per una "presunta" assenza di regolamento specifico sull'intero territorio comunale», prosegue l'esponente di An, «viene giustificata una "anomala" procedura di imposizione di vincolo e di salvaguardia generalizzato a tutti i fabbricati costruiti da oltre 50 anni di età, istituendo apposito organo di verifica (commissione tecnica) che acquisterà così potere "decisionale" che andrà a contrastare l'esito dell'iter tecnico –amministrativo. In questo modo si eluderanno i precisi e dettagliati procedimenti obbligatori dettati dalla legge».

E secondo Colantonio saranno i cittadini a farne le spese: ««la proposta impone ai fabbricati costruiti da più di 50 anni un "vincolo"che di fatto limita un imprecisato numero di cittadini in attività edilizie legittimamente consentite dalle leggi e normative vigenti, con ulteriori aggravi economici a carico degli stessi». E questo potrebbe favorire anche cause contro il Comune: «si potrebbe incorrere ad un imprecisato numero di ricorsi da parte di cittadini contro la stessa Amministrazione Comunale che, se soccombente, dovrà sborsare numerosi risarcimenti monetari ai privati, con gravi danni per l'economia dell'Ente».


21/09/2007 9.52