Niente scuolabus per i bambini di Brecciarola

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

980

CHIETI. Bambini a scuola con il pullman del Comune solo se non si è “nuovi” e se si vive vicino alla struttura dove si deve andare a fare lezione. Il provvedimento adottato dal Comune ha fatto scattare la rabbia dei genitori soprattutto quelli residenti (in particolare, ma non solo) nella zona di Bivio Brecciarola che per esigenze lavorative hanno iscritto i loro figli nei plessi di Chieti Scalo e non di Brecciarola.
Una decina di mamme si sono presentate presso gli uffici della sezione pubblica istruzione e successivamente ai dirigenti ed al sindaco «che si è rifiutato di riceverci».
Quello che i genitori volevano capire era la motivazione che aveva spinto l'amministrazione ad una scelta del genere.
«La cosa più scandalosa», hanno continuato le mamme, «è che il servizio, pur essendo a pagamento (in tanti comuni d'Italia è offerto gratuitamente) viene ridotto per causa di mancanza di personale dovuto a tagli dei costi nell'amministrazione pubblica. Si può risparmiare sulle necessità delle famiglie e soprattutto dei bambini», continuano, «per poi sperperare fondi in manifestazioni estive, di spettacolo (a volte mal riuscite) e per altre attività meno necessarie e sicuramente non prioritarie?»
Il culmine si tocca nel caso della signora Sabina D'Agostino, portavoce delle mamme brecciarolesi e mamma di quattro figli: «io e mio marito ci siamo sentiti rispondere che per un figlio (già frequentante la scuola elementare di via Amiterno) abbiamo garantito il servizio mentre per altri due, che ne dovrebbero usufruire da quest'anno, no».
Il caso della signora Sabina D'Agostino è emblematico, ma ci sono molte altre gravi situazioni analoghe in città .

Della storia si è interessato anche Cristiano Vignali della Fiamma Tricolore che ha inviato una lettera al sindaco, agli assessori e consiglieri comunali, alla sezione pubblica istruzione in cui chiede che «venga garantito dall'amministrazione comunale un servizio di trasporto scolastico adeguato ed uniforme per tutti, anche per quei bambini che iniziano la scuola ( primaria o dell'infanzia ) qualsiasi sia il plesso di appartenenza».
Vignali ha presentato anche un esposto alla Procura della Repubblica «perché si accerti l'esistenza di eventuali reati penalmente perseguibili, tra i quali l'abuso d'ufficio e l'omissione d'atti d'ufficio» .
20/09/2007 12.24