19 nuovi imprenditori puntano sulle mucche di razza

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Assegnati dal Gal "Le Antiche terre d'Abruzzo" 140mila euro di finanziamenti comunitari
Sono 19 le aziende agricole che hanno aderito al progetto pilota lanciato dal Gal "Le Antiche terre d'Abruzzo" per incentivare l'allevamento di mucche di razza marchigiana certificate da marchio Igp, migliorare i pascoli, promuovere la filiera di produzione soprattutto nel mercato della grande distribuzione e dare vita ad una associazione di allevatori e piccoli imprenditori del settore. Gli imprenditori hanno fatto il punto della situazione questa mattina nell'incontro in Provincia coi vertici del Gruppo di azione locale nato nel 2004 per gestire i fondi Leader plus dell'Unione europea.
Quanti hanno risposto al bando predisposto il primo marzo scorso dal consorzio presieduto da Giuseppe De Dominicis e diretto da Gianfranco Camplese beneficeranno di un contributo a fondo perduto pari al 40 per cento della spesa sostenuta per l'acquisto di vacche fattrici, attrezzatura per l'allevamento e la macellazione della carne, sistemi per il miglioramento dei pascoli e dei canali di commercializzazione.
Insomma tutto quanto sia necessario per legare il prodotto al territorio dallo stazzo alla bistecca servita in tavola.
Complessivamente sarà erogato un finanziamento di 140.604 euro, provenienti da fondi comunitari, a fronte di un investimento complessivo di 352.740 euro da parte di quanti hanno beneficiato dell'iniziativa. Nel dettaglio, l'86 per cento del contributo sarà utilizzato per l'acquisto di bestiame, l'8 per migliorie nei pascoli e il restante 6 per implementare la lavorazione e la vendita della carne.
I 19 imprenditori, inoltre, aderiranno tutti all'associazione che il Gal creerà entro il 15 ottobre prossimo (e che dovrebbe chiamarsi "La buona carne delle valli pescaresi") e che servirà per tutelare meglio i loro interessi di allevatori, come è stato spiegato stamani nell'incontro tenuto in Provincia da De Dominicis, Camplese e i consiglieri Carmine Salce e Claudio Sarmiento (nella foto).
L'opportunità offerta dal Gal, infine, è stata sfruttata non solo da chi si dedica all'allevamento da generazioni e possiede centinaia di capi di bestiame, ma ha generato anche fenomeni di rilevanza sociale come il "ritorno" dalla città alla campagna. E' il caso della giovane Luciana Di Campli, che con le sue cinque mucche e altrettanti vitelli ha da poco lasciato Pescara per aprire una fattoria nell'area vestina.

19/09/2007 11.25