Naufragio S.Benedetto: 2 inchieste aperte

Alessandro Biancardi

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Sono due le inchieste che dovranno chiarire le cause dell'incidente che, nella notte tra mercoledi' e giovedi' scorso, ha fatto naufragare il peschereccio 'Nuova Santa Barbara', con base operativa al porto di Giulianova, all'ingresso del porto di San Benedetto del Tronto.
Le due inchieste dovranno chiarire per quale ragione il motopeschereccio è finito contro gli scogli, mentre stava muovendosi in coppia ad un'altra imbarcazione, il 'Venere', il cui equipaggio ha dato l'allarme.
L'incidente è costato la vita ad un marinaio di sedici anni, Giovanni Dell'Olio, originario di Bisceglie (Bari), che lavorava insieme al padre Sergio e allo zio Francesco, che sono riusciti a mettersi in salvo insieme agli altri 4 membri dell'equipaggio. Giovanni stava dormendo e non è riuscito a salvarsi, annegando.
Due le ipotesi al vaglio degli inquirenti: l'errore umano o un guasto a bordo. Non sono del tutto sopite le polemiche sollevate dal comandante del 'Venere' a proposito dei soccorsi: «i pescherecci che incrociavano in quel momento in uscita non si sono fermati», accusa fermamente respinta dalla marineria sambenedettese. «Ritengo che su queste vicende è quanto meno inopportuno tentare una speculazione da chicchessia - ha detto Giovanni Gaspari, sindaco della cittadina delle palme, riferendosi invece all'ipotesi che l'incidente sia stato causato dal fondale basso all'ingresso del porto. Diciamo che quanto meno sarebbe di pessimo gusto. La prima preoccupazione dell'amministrazione comunale e' stata di capire se ci poteva essere una correlazione tra l'accaduto ed i lavori di dragaggio che non erano potuti partire: ma una falla di quelle dimensioni non si sarebbe potuta aprire per l'impatto con il fondale sabbioso». Intanto il recupero del 'Nuova Santa Barbara', arenato all'ingresso del porto, prosegue a rilento, nonostante l'impegno di mezzi civili e militari.


15/09/2007 10.33