Sanità: «in crescita il numero di pazienti che iniziano la dialisi»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Al 31 dicembre 2006 sono oltre 1200 i pazienti abruzzesi (mille in dialisi e 200 portatori di trapianto di rene) in trattamento. Negli anni 2003-2006, la fascia di età maggiormente rappresentata per quanto concerne i nuovi ingressi in dialisi è quella degli ultrasettantacinquenni che presentano elevati gradi di comorbidità.
L'analisi dei dati conferma anche in Abruzzo un progressivo incremento, pari al 3/4% annuo rispetto all'anno precedente, dei pazienti in dialisi che interessa soprattutto una popolazione in età avanzata.
L'ipertensione arteriosa ed il diabete mellito sono le due principali cause di insufficienza renale cronica che rendono necessario l'inizio della dialisi. In termnini percentuali, rispetto alla popolazione totale, c'è un'incidenza di 16,4 punti per ogni centomila abitanti.
E' stato presentato con questi risultati, a Pescara, nella sede dell'assessorato alla Sanità, il registro epidemiologico in cui vengono raccolti i dati dei pazienti in terapia sostitutiva renale cronica (dialisi o trapianto).
All'incontro hanno preso parte l'assessore ala Sanità, Bernardo Mazzocca, il professor Mario Bonomini, docente di nefrologia dell'Università di Chieti, ed il dottor Virgilio Di Luzio, primario del reparto di nefrologia dell'ospedale di Pescara.
Il registro ha una copertura regionale del 100% ed è stato possibile realizzarlo grazie al contributo economico della Regione. Dai dati emersi è stato predisposto un report cartaceo, disponibile presso lo stesso assessorato. Tutti i 23 centri di nefrologia e dialisi della regione raccolgono, inoltre, dati relativi alla propria attività. La mortalità dei pazienti presenti nel registro è del 10/11% annuo, perfettamente in linea con la media nazionale. La causa di decesso principale è rappresentata dalle complicanze cardiovascolari.

15/09/2007 09.20