Azione Universitaria occupa il Ministero dell'università

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1484

Azione Universitaria occupa il Ministero dell'università
L'AQUILA. Alla manifestazione che ha visto circa 200 ragazzi di Azione Universitaria, occupare simbolicamente l'atrio del Ministero dell'Università, in piazza Kennedy, ha partecipato ieri mattina anche Azione Universitaria dell'Aquila. Durante l'occupazione è stato esposto uno striscione che recitava: "Test sbagliati, concorsi truccati, caste e baronati…..studenti incazzati". TELEFONO ANTIPLAGIO: «NEI TEST D'INGRESSO SBAGLIATI, ANCHE UN TERZO ERRORE»
Gli ultimi casi dei test d'ingresso alle facoltà di medicina sbagliati e truccati), sia a livello centrale che locale è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Alfonso Magliocco (dirigente nazionale di Azione Universitaria) ha spiegato: «la manifestazione di ieri ha avuto lo scopo di centrare l'attenzione sulla situazione in cui versano le nostre università. Situazione non più tollerabile per chi ha a cuore il futuro dell'Italia. Vogliamo dire basta a baroni e professori impreparati, al nepotismo ormai dilagante, al livellamento verso il basso della cultura e ad una università che non rispecchia le esigenze degli studenti». Magliocco ha sottolineato come «le nuove sfide globali ci impongono un salto di qualità nella preparazione universitaria che ormai non è più procrastinabile. Meritocrazia, per gli studenti ma anche per i docenti, trasparenza e grande professionalità; questo Azione Universitaria chiede a tutta la classe politica italiana».
La vicenda dei test d'ingresso a medicina non è, per Azione Universitaria, «che la punta di un iceberg di un sistema parassitario
e canceroso. Ma c'è anche chi, viziato da una visione ideologica non
più riproponibile, ne approfitta per chiedere l'abolizione dei test d'ingresso, ben sapendo che uno dei motivi del disastro delle nostre
università è da ricercarsi nella estrema massificazione che si è avuta
negli ultimi 40 anni».
Lorenzo D'Amico (Azione Giovani L'Aquila) ha ribadito: «la nostra presenza a questa importante manifestazione nazionale è legata anche
agli studenti iscritti alla facoltà di medicina dell'Aquila che, dopo aver sostenuto un test chiaramente falsato, hanno dovuto sopportare le
irritanti dichiarazioni del ministro Mussi. Questo non è che l'inizio
perché presto anche nel nostro Ateneo baroni, burocrati e rettori
dovranno affrontare centinaia di "studenti incazzati».

15/09/2007 09.20

[pagebreak]

TELEFONO ANTIPLAGIO: «NEI TEST D'INGRESSO SBAGLIATI, ANCHE UN TERZO ERRORE»

UNIVERSITA'. Non accenna a placarsi l'ondata di proteste e critiche sui test di Medicina svoltisi dieci giorni fa in cui erano presenti due errori. Oggi il Telefono Antiplagio incalza: «c'era anche un terzo errore»
Tra le domande da annullare non c' erano solo la 71 e 79, ma anche la 14. «Il quesito», spiega l'associazione, «era infatti: "qual e' il motto dell'Unione Europea? La risposta corretta sarebbe dovuta essere:
"unita nella diversità". Il MIUR invece ha indicato: "unità nella diversità", che tra l'altro e' uno slogan della setta Bahai. La domanda pertanto andava annullata anche perchè poteva far pensare al classico trabocchetto».
A Telefono Antiplagio, inoltre, è giunta segnalazione che la partecipazione di cittadini non proprio giovani alle selezioni era dovuta «non tanto alla possibilità di stare vicino a un familiare o un amico per aiutarlo, possibilità vanificata dalla distribuzione casuale nelle aule, quanto alla facilità di far iscrivere una persona adulta, perchè più preparata, e procedere a una sostituzione di persona».
Il sistema è «semplice» secondo l'associazione. «Come si sa, ogni candidato compila e firma un modulo anagrafico su cui è stampato un codice a barre univoco: a fine-test consegna alla Commissione esaminatrice il modulo anagrafico e, in busta anonima, il modulo delle risposte, al quale è stato attribuito lo stesso codice del modulo anagrafico. Solo dopo la correzione, la Commissione (confrontando i codici a barre) può sapere chi è il candidato.
Per aiutare lo studente in difficoltà, «l'esperto che si è iscritto insieme a lui, pur trovandosi in un'altra aula, compila il modulo anagrafico riportando i dati del vero candidato, quello più giovane. E quest'ultimo ovviamente fa il contrario».
Se durante la correzione delle prove si incrociassero i dati dell'assegnazione delle aule, si scoprirebbero molti di questi artifizi e gli autori verrebbero automaticamente esclusi dalla graduatoria. «Il problema però non è risolto se i due compari, per pura casualità, svolgono la prova nella stessa aula. Per affrontare la questione in maniera definitiva sarebbe sufficiente assegnare ai candidati posti numerati per tutti i concorsi scritti, da riscontrare alla fine di ogni correzione».

15/09/2007 10.17