Statale 16, De Dominicis: «Variante nord, largo all’intervento privato»

Alessandro Biancardi

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Statale 16, De Dominicis: «Variante nord, largo all’intervento privato»
PESCARA. «Individuare una forma di partenariato pubblico-privato quale finanziamento aggiuntivo alle risorse già disponibili». E’ la proposta formulata dal presidente della Provincia di Pescara, Giuseppe De Dominicis, per rendere finalmente credibili e realistici i progetti per il completamento della variante esterna alle Statale 16 nei territorio di Montesilvano, Città Sant’Angelo e Silvi Marina.
Dopo vent'anni ci si accorge che i soldi pubblici non bastano e si cerca un volenteroso privato che possa rischiara di suo. L'ultimo tratto inaugurato (Francavilla-Pescara) risale ad un paio di mesi fa. L'iter era cominciato più di 16 anni fa.
Nella lettera inviata alla direzione generale dell'Anas, ai compartimenti per la viabilità in Abruzzo dell'Aquila e Pescara, oltre che agli amministratori di tutti i centri interessati direttamente o indirettamente dal percorso della variante (le Province di Teramo e Chieti, i comuni di Atri, Cappelle sul Tavo, Chieti, Città Sant'Angelo, Francavilla al Mare, Manoppello, Montesilvano, Ortona, Pescara, Pineto, Silvi e Spoltore), De Dominicis non esita a mettere il dito sulla piaga: «L'ammontare dei fondi messi a disposizione sia dall'Anas che dalla Provincia (15,8 milioni di fondi Cipe finalizzati alla sistemazione della viabilità ordinaria in prossimità dello svincolo del cimitero di Montesilvano di prossima apertura, ndr) non copre l'intero intervento progettato dalla mia amministrazione, ovvero il lotto “1 bis”. Il problema è prendere coscienza delle limitate risorse finanziarie presenti e future».
Per il presidente della Provincia di Pescara non resta che fare ricorso al cosiddetto “project financing”, in grado di catturare interessi dell'imprenditoria privata attorno ad un'arteria altrimenti a forte rischio di completamento: «Considerata l'importanza del tratto stradale e la strategicità della futura arteria è lecito presumere che i volumi di traffico che si creeranno possano essere tali da giustificare un interessamento di un privato investitore per la realizzazione dell'opera. E ciò comporterebbe senz'altro una notevole opportunità di crescita e di sviluppo dell'intero territorio servito».
A spingere il presidente della Provincia di Pescara alla ricerca di una platea ampia di interlocutori, la consapevolezza di come «il problema investa non solo le comunità della fascia costiera ma il più vasto territorio che gravita attorno all'area metropolitana Chieti-Pescara, che si sviluppa poi longitudinalmente sulla costa adriatica da Ortona fino a Pineto».

13/09/2007 14.51