Test truffa: nel 2006 un "contribuente nauseato" fa scattare le indagini

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Continuano a venire fuori i dettagli della truffa di docenti e studenti disposti a tutto per superare i test d'ingresso. Dagli atti risulta che, nel corso del tempo, Bari, Ancona e Chieti, erano diventate le università dove si erano create le condizioni più favorevoli per aiutare illecitamente le aspiranti matricole.
Sarebbe stata la lettera firmata da un ben informato «contribuente nauseato» a dare il via all'inchiesta della procura di Bari che ha svelato l'esistenza dei test-truffa per accedere alle facoltà a numero chiuso di medicina e odontoiatria svoltisi il 4 e il 5 settembre scorsi nelle università di Bari, Chieti e Ancona.
La lettera era stata spedita da Bari il 9 ottobre 2006. Il destinatario era il pm Francesca Romana Pirrelli, che indaga sulle malefatte nel mondo universitario.
«Le scrivo - si legge nell'esposto - perché immagino le sia giunta già notizia di quanto è noto a tutti coloro i quali hanno tentato di accedere all'università di medicina di Bari, ai loro parenti e amici».
La lettera-denuncia racconta nei dettagli il sistema: «si tratta dell'attività didattica di un professore, pare oggi in pensione, che, assieme al figlio, si occupa della preparazione dei ragazzi che intendono partecipare ai quiz di ammissione alla facoltà di medicina e chirurgia di Bari, vantando, a suo dire - ma pare che per sua bravura o per qualche altro sistema sia vero - il superamento dei quiz nel 90% dei casi».
Il «contribuente nauseato» entra nei particolari, fa nomi e cognomi:
fa il nome del prof. Marcantonio Pollice (una delle sette persone poi finite sotto indagine), indica il suo indirizzo e il costo del corso di preparazione organizzato dall'uomo e dal figlio: 6.000 euro a studente. Infine, tutto in maiuscolo, scrive al pm: «Non mi deluda», e conclude, «Grazie e buon lavoro».
Quella lettera ha fatto partire le indagini e la procura di Bari è riuscita a documentare «con una montagna di intercettazioni» la presunta combine messa in atto per superare i test, ordita da sette persone - tra cui due docenti universitari, Maurizio Procaccini, di Ancona, e Giuseppe Varcaccio Garofalo, di Bari - della quale avrebbero beneficiato 21 studenti, quasi tutti figli di medici e odontoiatri, che nelle prossime ore saranno indagati dalla procura di Bari.
I reati ipotizzati nei loro confronti sono di truffa ai danni dello Stato e corruzione. Gli studenti indagati sono per lo più di Bari e provincia, ma c'é anche qualche ragazzo di Chieti, di Ascoli Piceno e Ancona.
«I nuovi indagati», svela la procura di Bari, «che si aggiungono ai primi sette - sono ragazzi freschi di maturità che nel corso della prova hanno ricevuto gli sms, (partiti tutti da Bari) con le risposte corrette per superare i test». Inoltre, sarebbero tutti allievi di Pollice, biologo, docente di liceo in pensione, che, con l'aiuto della moglie e del figlio organizzava nel patio della sua seconda casa a Polignano a Mare (Bari) i corsi di formazione per gli aspiranti medici.
Corsi annuali per i quali ogni studente versava ottomila euro, cifra che veniva scontata se si frequentavano corsi estivi trimestrali.
Gli aspiranti camici bianchi il 4 settembre scorso si sono cimentati a Bari nella preselezione per la frequenza a medicina e il giorno dopo, nelle università di Chieti e Ancona, hanno tentato di conquistare un posto a odontoiatria.

13/09/2007 10.02