Lunedì chiudono i pozzi Sant'Angelo. Scatta il piano di emergenza idrica

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Alla fine la chiusura è arrivata. Lo ha comunicato il presidente Giorgio D'Ambrosio che ha confermato l'interruzione definitiva di tutti gli emungimenti dai pozzi di Sant'Angelo a Castiglione a Casauria. IL DOSSIER CON I DOCUMENTI
Il compito materiale spetterà all'Aca che provvederà lunedì 17 settembre alla chiusura dei pozzi.
Sarà attivato anche un piano di emergenza idrica per non creare disagi alla popolazione, un rischio che potrebbe esserci ma che si cercherà di rendere meno dannoso possibile.
Nonostante i nuovi pozzi che, stando a molte dichiarazioni, avrebbero dovuto sostituire e sopperire quelli inquinati.
L'Ato pescarese ha inoltre convocato per martedì 18 settembre una Conferenza dei servizi con le amministrazioni e le istituzioni interessate dalla crisi idrica in modo da individuare e predisporre tutti i provvedimenti necessari a scongiurare in futuro il ripetersi di analoghe situazioni di crisi.
La chiusura del pozzo è sicuramente una vittoria per chi, Wwf in primis, negli ultimi mesi aveva chiesto di bloccare l'erogazione di quell'acqua contaminata da troppe sostanze nocive tenute nascoste alla popolazione per oltre 10 anni.
L'ultima richiesta di chiusura dei pozzi incriminati era arrivata ieri da parte della Cgil che aveva chiesto alla Regione di erogare «acqua buona e senza il minimo sospetto sulle conseguenze per la salute dei cittadini».
«Con l'apertura del nuovo pozzo a monte della discarica di Bussi», aveva scritto la Cgil, «non essendoci problemi di sorta sulla quantità di acqua a disposizione dei cittadini, non possono esserci dubbi sulla chiusura definitiva del pozzo di Sant'Angelo».
Le Camere del Lavoro di Chieti e Pescara, dal canto loro, promuoverranno incontri con i sindaci dei Comuni delle due Province:
«tutte le strutture dell'organizzazione sindacale sono impegnate a continuare la costruzione di un forte movimento di lavoratrici e lavoratori e di cittadini per chiedere con forza il cambiamento dei metodi finora seguiti sulla gestione dell'acqua: bene prezioso e insostituibile».
Ma questo nuovo scandalo ci ha abituato a fin troppe incognite ed è difficile dire quale impatto potrà avere la chiusura definitiva dei pozzi costruiti nel 1990.
Andiamo verso una nuova crisi idrica?

13/09/2007 9.52