Sindaci e "accanimenti":a Firenze i lavavetri, ad Avezzano Briciola

Alessandro Biancardi

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Sindaci e "accanimenti":a Firenze i lavavetri, ad Avezzano Briciola
AVEZZANO. Dopo le tante angosce e le paure del cane Briciola, per l'ennesimo allontanamento disposto quest'estate dal sindaco Floris, arriva una nuova ordinanza. Entro dieci giorni il cane potrebbe essere costretto a lasciare nuovamente casa Migliori. Già in passato centinaia di utenti del web si sono scatenati per esprimere solidarietà a Nicoletta.
Ci sono ragioni e ragioni. E c'è accanimento e accanimento.
Dopo l'ultima sospensiva del Tar nessuno pensava che ci sarebbero stati nuovi guai per Briciola e la sua piccola padroncina Nicoletta.
Invece, stamattina, il sindaco ha notificato una ennesima ordinanza contingente ed urgente contro il cane più famoso della città per i soliti presunti problemi igienico-sanitari provocati – secondo il primo cittadino e i vicini di casa – dall'animale.
Un cane a volte talmente rumoroso da essere insopportabile, altre volte talmente sporco da rendere invivibile un intero isolato.
Così alle proteste dei vicini il sindaco, più di una volta, ha fatto seguire una ordinanza…
«E' inutile dirvi il nostro stupore, la rinnovata angoscia, la nostra incredulità», spiega Nicoletta a PrimaDaNoi.it.
«E' inutile ripetere che Briciola è tenuto benissimo ed è pulitissimo, è inutile dire che abbiamo provveduto a fare pulire e disinfettare il cortile da una ditta e che questo è stato trovato pulitissimo e senza problemi igienico sanitari, è inutile dirvi che il cortile è stato, come sempre pulito, dal giardiniere, è inutile dirvi che i miei ora sono stanchi di questo insensato e continuo accanimento contro di loro e stanno meditando, adesso più convinti che mai, di allontanarmi definitivamente da Briciola che è diventato il nemico pubblico numero uno per il Comune di Avezzano, l'unico problema di questa città».
Anche perché questa storia sta diventando economicamente dispendiosa per la famiglia, «500 euro per ogni iscrizione al ruolo, più i soldi spesi per sistemare l'animale in una pensione per cani, durante il suo primo allontanamento».
«Entro dieci giorni», spiega a PrimaDaNoi.it il legale di Nicoletta, Elisabetta Ercole, «la famiglia dovrà provvedere a rifare l'impianto fognario del giardino di casa o Briciola verrà allontanata».
«E' difficile che il Tar conceda una sospensiva», ricorda Ercole, «eppure per questa questione ne ha già emesse due, ma il Comune proprio non si arrende».
E l'avvocato che assiste la famiglia Migliori rivede in questo caso «lo stesso accanimento del sindaco di Firenze contro i lavavetri».
«In quel caso», spiega il legale, «la procura ha detto che fare il lavavetri non è reato e il sindaco toscano ha dovuto rivedere l'ordinanza puntando sulla punizione dell'accattonaggio».
E ad Avezzano?
«Le prime ordinanze miravano a colpire l'animale, un essere giuridicamente tutelato dalle leggi costituzionali, e adesso si sposta l'attenzione sul giardino di casa e l'impianto fognario. Una richiesta del tutto assurda».
Ma se Ercole vede nella questione dei lavavetri «una questione politica», intravede in quella del cane Briciola «meramente un accanimento personale nei confronti di un animale che non fa del male a nessuno».

Alessandra Lotti 12/09/2007 16.39

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