Centro Oli. Cism:«un protocollo con il governo nazionale»

Alessandro Biancardi

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Centro Oli. Cism:«un protocollo con il governo nazionale»
ORTONA. Gli sviluppi della vicenda del Centro Oli dell'ENI nel Comune di Ortona preoccupa seriamente il Cism, Consorzio Industriale Sviluppo Majella: «il Comprensorio Marrucino con la vitivinicoltura produce il 60% del vino della Provincia di Chieti, che è tra le prime in Italia», sottolinea il consiglio di amministrazione.
A questo si aggiunge che il territorio è sede del Parco Nazionale della Maiella, del Parco dell'Annunziata e dell'istituendo Parco marino con le Riserve Naturali di Ripari di Giobbe e l'Acqua bella, un enorme potenziale di sviluppo turistico.
L'Eni dopo avere avuto parere positivo dagli Enti sovraordinati, è in attesa solo di una delibera consiliare, di variante di destinazione, per potersi insediare.
I partiti della maggioranza di centro-destra hanno firmato un documento in cui si dichiarano favorevoli alla realizzazione del Centro Oli. Mentre per l'opposizione, la Margherita, propone l'approvazione di un protocollo d'intenti, tra Comune ed ENI, composto da dieci punti mirati ad alcune agevolazioni per il territorio comunale. Verosimilmente, nella prossima seduta del Consiglio Comunale si approverà la variante che permetterà all'ENI di realizzare l'insediamento.
«Siamo preoccupati di quello che sta accadendo», continua ancora il Cism. «Se l'insediamento si deve fare per tutelare primari interessi nazionali, in merito alle riserve energetiche, questa può e deve costituire l'opportunità per stabilire con il Governo Nazionale e con quello regionale un programma di sviluppo dell'intero Comprensorio ed in particolare del sistema agro-industriale e turistico di questo territorio».
All'Eni, propone ancora il consorzio, «vanno poste precise condizioni, innanzitutto quelle relative alla garanzie di sicurezza e di compatibilità ambientale ma anche di compartecipazione alla crescita del territorio.
E il Consorzio parla anche un Protocollo di impegno per lo Sviluppo con i governi nazionale e regionale, «che potrebbe costituire l'occasione per ridisegnare un orizzonte strategico per lo sviluppo dell'intero comprensorio». La via normativa proposta sarebbe quella di un Accordo istituzionale di Programma tra Stato (che reinveste sullo sviluppo di questo territorio il suo 30% di royalties) Regione (che impegna almeno il 50% del suo 55% delle royalties), Comune ed ENI (ma anche altre imprese private interessate) che punta su innovazione e crescita delle risorse umane come fattori strategici dello sviluppo e di qualificazione del sistema agro-industriale e turistico».
Un accordo che permetterebbe anche di utilizzare le misure previste nella Finanziaria «per realizzare progetti di innovazione industriale con l'obiettivo di far convergere risorse pubbliche e private sul sistema agro-industriale e premiare la capacità di aggregazione di piccole e medie imprese, Università e centri di ricerca sul nostro territorio».


12/09/2007 9.19