Con frullatore e pressa si era creato il suo laboratorio della droga fai-da-te

Alessandro Biancardi

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Con frullatore e pressa si era creato il suo laboratorio della droga fai-da-te
MONTESILVANO. Una mini centrale per il confezionamento della cocaina da posizionare sul mercato all'ingrosso. Lavorare, tagliare, “stampare” dosi, tutto fatto in casa, tutto fai-da-te.
Elio Fatigati, 23 anni, originario della provincia di Caserta, residente a Pescara, abitava però a Montesilvano in via Benedetto Croce dove con strumenti di fortuna e una buona dose di manualità era riuscito a crearsi tutti gli attrezzi per poter lavorare la droga pura, tagliarla, ricompattarla, confezionarla e poterla smerciare così sul mercato dell'ingrosso.
A quanto hanno potuto appurare gli uomini della squadra mobile di Pescara che questa mattina lo hanno tratto in arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio, al ragazzo non mancava l'inventiva né lo spirito “imprenditoriale”.
Infatti, gli agenti della polizia hanno trovato all'interno della stanza da letto nell'abitazione di Montesilvano 150 g di cocaina insieme a due bilancini di precisione e € 2.500 in contanti.
Il ragazzo da oltre un mese veniva osservato dagli agenti della questura che hanno trovato i definitivi riscontri quando in un'altra stanza adibita a ripostiglio sono stati rinvenuti altri oggetti che hanno fatto subito scattare la fatidica molla a chi stava perquisendo l'appartamento.
A destare subito l'attenzione è stata una pressa artigianale, composta da un grosso telaio in ferro, molto pesante, ricavata da rudimentali travi in acciaio utilizzate nei cantieri edili. Poco più in là c'era un crick idraulico, due tubi di metallo, un cilindro in ferro vuoto all'interno con il tappo in plastica e una piastra di metallo di forma quadrata.
Oggetti strani ma che se composti nel dovuto modo costituivano gli attrezzi fondamentali del piccolo laboratorio casalingo.
Durante la perquisizione poi sono stati rinvenuti altri oggetti dall'utilizzo inconfutabile come 4 g di mannite, un frullatore elettrico contenente all'interno ancora residui di sostanza stupefacente, un apparecchio elettrico per il confezionamento in sottovuoto di alimenti.
Gli agenti hanno poi spiegato che la cocaina pura veniva tagliata insieme ad altre sostanze all'interno del frullatore e veniva poi ricomposta in forma solida attraverso la pressa rudimentale e con gli stampini gli si conferiva la forma di compresse di circa 5 cm.
Il titolare del mini laboratorio è stato portato in questura e rinchiuso nel carcere di Pescara.
Le indagini tuttavia continuano per verificare i contatti del giovane: da chi si riforniva ed in che modo? Era solo o era inserito in una organizzazione più complessa?

07/09/2007 14.05